20 apr 2022

Def approvato dalla maggioranza: nuovi aiuti e cambia il Superbonus. Ecco come e le cifre

La Camera ha dato il via libera alla risoluzione di maggioranza sul Documento di economia e finanza

Via libera dell'Aula della Camera alla risoluzione di maggioranza sul Def. Il Documento di economia e finanza è stato approvato a Montecitorio con 412 voti a favore, e 55 contrari. Fdi e Alternativa hanno votato contro.

Superbonus

Il governo dovrà "prorogare il termine" che obbliga le villette unifamiliari a effettuare il 30% dei lavori entro giugno per poter usufruire del Superbonus del 110%. E' quanto si legge nel testo della risoluzione di maggioranza al Def. 

L'esecutivo, si legge, si impegna a "prorogare il termine attualmente previsto dal comma 28, lett. e), dell'articolo 1, della legge di bilancio 2022 per le abitazioni unifamiliari, specificando che la percentuale del 30% dell'intervento complessivo sia riferito al complesso dei lavori e non ai singoli lavori oggetto dell'intervento, valutando la possibilità di prevedere, da parte delle banche, il frazionamento del credito, qualora esso sia ceduto ai propri correntisti, anche in maniera frazionata per importo e annualità". Nel testo si legge anche che il governo valuterà la "possibilità di cessione dei crediti di cui all'articolo 121 del decreto rilancio a soggetti diversi da banche, istituti finanziari e assicurazioni consentendo la cessione non solo ad esaurimento del numero delle possibili cessioni attualmente previste, ma anche prima".

Nuovi aiuti

Sulla scorta dell'approvazione del Def, il ministero dell’Economia, guidato da Daniele Franco, sta preparando un decreto legge (dovrebbe essere approvato entro fine mese o nella prima settimana di maggio), per destinare 5-6 miliardi di euro in nuovi aiuti.

Sono diversi gli interventi allo studio. In primis la proroga del taglio alle accise su benzina e diesel, già contenuto nel decreto "Ucraina bis" e che ha ridotto il prezzo dei carburanti alla pompa di 30,5 centesimi. Lo sconto deciso dal Governo scadrà il 2 maggio ed è costato 588 milioni per un mese alle casse dello Stato.

Allo studio anche misure per l'adeguamento dei costi degli appalti pubblici in relazione all'aumento delle materie prime. Il decreto dovrebbe anche prevedere il rifinanziamento dei fondi di garanzia sui prestiti alle imprese, nuove misure per l’accoglienza dei profughi ucraini e altri interventi per il contenimento del caro bollette.

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