6 apr 2022

Def, ok del Cdm. Verso decreto da 5 mld contro il caro energia. Esteso taglio delle accise

Pil al 3,1% e deficit al 5,6%. Il premier Draghi: "Faremo tutto ciò che è necessario per aiutare famiglie e imprese". Tutti i numeri e le previsioni

Roma, 6 aprile 2022 - Dal Consiglio dei Ministri sì unanime al Def: Pil al 3,1% (dal 4,7%) e deficit al 5,6%. In arrivo un decreto da 5 miliardi contro il caro energia e l'impatto del rialzo dei costi delle materie prime. "Faremo tutto ciò che è necessario per aiutare famiglie e imprese all'interno della cornice europea. La disponibilità del governo c'è ed è totale", ha detto il premier Mario Draghi in conferenza stampa. "Siamo molto consapevoli del rischio di un impatto sociale", anche legato all'aumento dell'inflazione, ha argomentato il premier. "Siamo pronti ad intervenire. Nelle prossime settimane comprenderemo meglio l'intervento e come finanziarlo", ha aggiunto.

Il premier Mario Draghi e il ministro dell'Economia Daniele Franco (foto Imagoeconomica)
Il premier Mario Draghi e il ministro dell'Economia Daniele Franco (foto Imagoeconomica)

Il ministro dell'Economia, Daniele Franco, ha annunciato: "Con decreto ministeriale firmato da me e dal ministro Cingolani abbiamo esteso di 10 giorni l'abbattimento di 25 centesimi dell'accisa su benzina e gasolio utilizzando il sovra-gettito va, quindi l'abbattimento dell'accisa viene esteso da oggi al 2 maggio".

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Rispondendo a una domanda sulla sua maggioranza, Draghi ha detto che "il governo e le forze politiche oggi sono un tutt'uno agli occhi degli italiani. In questo momento possono dare fiducia, mostrare che il governo può affrontare l'emergenza con tutte le azioni necessarie" dai "sostegni" agli "aiuti alle famiglie, ma anche continuare il percorso molto positivo, tutto sommato, del Pnrr e delle riforme. Bisogna mettere il governo" nelle condizioni "di affrontare queste due sfide", serve "unità".

Tutti i numeri e le previsioni

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Giù il Pil. La crescita programmatica di quest'anno si ferma al 3,1% contro il 4,8% stimato a settembre. Per il prossimo anno il pil dovrebbe segnare +2,4% (2,6% la stima di settembre ), nel 2024 1,8% (confermando la stima di settembre) e nel 2025 1,5%. Nel quadro tendenziale il pil cala al 2,9% quest'anno (contro il 4,3% previsto a settembre); al 2,3% nel 2023 (contro il precedente 2,5%); poi 1,8% nel 2024 (2% la stima di settembre) e 1,5% nel 2025.

Deficit sotto controllo. Il quadro programmatico del Def conferma le stime di settembre: deficit al 5,6% quest'anno; in calo poi al 3,9% nel 2023; al 3,3 nel 2024. Nel 2025 prosegue il calo al 2,8%. In base al quadro tendenziale il disavanzo sarà pari al 5,1% nel 2022; al 3,7 nel 2023; al 3,2% e al 2,7 nei due anni successivi.

Calo del debito. In base al nuovo quadro programmatico il debito scende al 147% quest'anno (contro il 149,4% indicato a settembre); al 145,2% nel 2023 (rispetto al 147,6% previsto in precedenza); al 143,4% nel 2024 (contro 146,1%). Infine dovrebbe segnare 141,4 nel 2025. Il debito/pil 2021 viene rivisto al ribasso al 150,8% (dal precedente 153,5) per effetto della revisione del Pil nominale comunicata dall'Istat lunedì scorso, segnando un calo più significativo dopo il picco del 155,3% del 2021. Nel nuovo quadro tendenziale il rapporto debito pil scende al 146,8 (dal 154,7 indicato a settembre); a 145% (contro il 153,1% di settembre) e a 143,2% contro 150,9 della Nadef. Nel 2025 prosegue il declino fino al 141,2%.

Disoccupazione. Il tasso nel quadro programmatico segnerebbe 8,6% nel 2022 (contro la precedente stima del 9,2% ) per poi scendere all'8,1% nel 2023 (8,5% la previsione di settembre) e proseguire il calo all'8% (confermando stima settembre) e al 7,9% nel 2025.

 

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