di Claudia Marin Entro oggi le richieste di contributo a fondo perduto previste dal decreto Sostegni arriveranno a mezzo milione. Il segnale dell’attesa spasmodica di imprese e Partite Iva per conquistare il modesto indennizzo il più rapidamente possibile e fronteggiare, con quello, almeno una parte (minima) delle spese e dei debiti accumulati in questi terribili mesi di crisi dei consumi e di chiusure delle attività. E, per poco che sia, l’impegno dell’Agenzia delle Entrate è quello di far...

di Claudia Marin

Entro oggi le richieste di contributo a fondo perduto previste dal decreto Sostegni arriveranno a mezzo milione. Il segnale dell’attesa spasmodica di imprese e Partite Iva per conquistare il modesto indennizzo il più rapidamente possibile e fronteggiare, con quello, almeno una parte (minima) delle spese e dei debiti accumulati in questi terribili mesi di crisi dei consumi e di chiusure delle attività. E, per poco che sia, l’impegno dell’Agenzia delle Entrate è quello di far arrivare il contributo sul conto corrente entro dieci giorni dalla data della domanda.

Il via libera alle richieste è scattato ieri mattina alle nove e, a metà pomeriggio, le istanze sono arrivare a quota 230.476. Si tratta – spiegano dall’Agenzia – di 550 richieste al minuto, "senza rallentamenti dal via libera di stamattina". A tarda sera la quota raggiunta era aumentata di altre 100-150 mila domande e oggi si arriverà sicuramente sopra il mezzo milione. La corsa, in questo caso, è dovuta al bisogno di ottenere il contributo il prima possibile, più che al click day, perché sarà possibile presentare la richiesta fino al 28 maggio prossimo. E, anzi, il consiglio dell’Agenzia delle Entrate è di compilare correttamente il modello di domanda e soprattutto di riscontrarlo prima di schiacciare il pulsante "invio".

Vale la pena di rammentare che possono presentare l’istanza di contributo imprese, professionisti, autonomi e agricoltori, con ricavi o compensi 2019 fino a 10 milioni di euro e un calo del fatturato di almeno il 30% nell’anno della pandemia. Così come vale la pena di ricordare che non sono state poche nel 2020 le domande scartate dall’agenzia delle Entrate per errata indicazione delle coordinate bancarie di accredito del bonus a fondo perduto. E, del resto, come spiegano dall’Agenzia, l’errore da evitare è quello di indicare nella domanda un Iban riferito a un conto corrente non intestato al soggetto che richiede l’aiuto e identificato con il codice fiscale. In sostanza codice fiscale e intestazione del conto corrente devono riferirsi allo stesso soggetto che accede al fondo perduto.

Il suggerimento, per non vedersi bloccare la domanda, è quello di verificare anche con la banca o con l’ufficio postale esattezza e validità dell’Iban, ma soprattutto indicarlo correttamente. Nell’ipotesi, di errori, è sempre possibile correggerli presentando una domanda al fondo perduto sostitutiva. Se si è sbagliato un dato, il tempo a disposizione per una nuova istanza scade il 28 maggio 2021.