Il debito pubblico segna l’ennesimo record, e sfora la soglia psicologica dei 2.500 miliardi a fronte di un fabbisogno che lo shock economico della pandemia ha fatto raddoppiare, fra gennaio e maggio, rispetto a un anno prima. Una situazione esplosiva se non fosse per l’intervento della Bce, che proprio oggi torna a riunirsi e fare il punto sugli interventi d’emergenza anti-pandemia: con le stime sul Pil italiano ormai convergenti verso un -10% circa quest’anno, il rapporto debitoPil, senza contare le misure di sostegno economico messe in campo dopo maggio, è già al 156%. Secondo la Commissione europea o l’agenzia di rating Fitch, si raggiungerà il 160%

a fine anno.