La sede della Banca d'Italia (Ansa)
La sede della Banca d'Italia (Ansa)

Roma, 16 novembre 2020 - Il debito pubblico italiano segna un nuovo record. È quanto emerge dai dati diffusi dalla Banca d’Italia: il riconteggio di fine settembre ha evidenziato infatti un aumento di 3,8 miliardi rispetto al mese precedente, toccando la cifra di 2.582,6 miliardi

“Il fabbisogno del mese (20,9 miliardi) è stato solo parzialmente compensato dalla riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (-16,3 miliardi, a 84,5) e dall'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (che hanno complessivamente ridotto il debito di 0,8 miliardi)”, specificano nella pubblicazione statistica "Finanza pubblica: fabbisogno e debito" di via Nazionale.

Guardando alla ripartizione per sottosettori, si nota come il debito delle Amministrazioni centrali sia aumentato notevolmente sfiorando i 4,4 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,6 miliardi. Sostanzialmente stabile invece il debito degli Enti di previdenza.

Rispetto ad agosto, in settembre la vita media residua del debito è rimasta sostanzialmente stabile, risultando pari a 7,2 anni. La quota del debito detenuta dalla Banca d`Italia è aumentata di 0,4 punti percentuali, al 20,5 per cento.

Un anno difficile anche per i conti pubblici e i numeri potrebbero salire considerando gli enormi sforzi per far fronte all’emergenza Covid-19, senza contare gli interventi legati all'ultima Manovra finanziaria.