Mario Draghi (Ansa)
Mario Draghi (Ansa)

Washington, 18 ottobre 2019 - L'Italia continua ad avere un problema di debito pubblico troppo elevato e quello che serve è "un piano credibile nel medio termine". E' l'allarme lanciato da Pol Thomsen, responsabile del Dipartimento europeo del Fmi, che ha sottolineato anche come il nostro Paese soffra di una "crescita molto bassa da decenni" e continui a mostrare "problemi fondamentali di bassa produttività". Tra le misure necessarie andare avanti nella riforma del mercato del lavoro e ammodernare la pubblica amministrazione. 

Secondo Thomsen l'escalation delle tensioni commerciali insieme alla Brexit mettono a rischio la ripresa europea. "Siamo preoccupati dai recenti sviluppi", afferma Thomsen, spiegando come la spirale dei dazi può compromettere gli sforzi per contrastare il rallentamento dell'economia del vecchio Continente.

Draghi: area euro rallenta

Il presidente della Bce, Mario Draghi, nel discorso depositato all'Imfc, il braccio esecutivo del Fmi, ha affermato: "I rischi alle prospettive di crescita dell'area euro sono al ribasso" e sono legati alla "prolungata presenza di incertezze" dovute a fattori geopolitici, alla minaccia crescente di protezionismo e alle debolezze sui mercati emergenti. 

"Dall'inizio dell'anno l'economia dell'area dell'euro si è sviluppata a un ritmo più lento, segnando una notevole moderazione del ritmo di espansione economica. Secondo l'ultima pubblicazione di Eurostat, la crescita trimestrale del Pil è stata dello 0,2% nel secondo trimestre del 2019. Questo rallentamento della crescita riflette principalmente la debolezza prevalente del commercio internazionale in un contesto di prolungate incertezze globali, che colpiscono in particolare il settore manifatturiero dell'area dell'euro", ha continuato Draghi. "Questi sviluppi si riflettono anche negli indicatori del clima economico che hanno continuato a peggiorare negli ultimi mesi", ha aggiunto. 

E ancora: "Il contesto internazionale continua a porre significativi rischi, con l'ulteriore escalation delle tensioni commerciali e i crescenti rischi geopolitici. La cooperazione multilaterale è necessaria per ridurre le frizioni commerciali e mitigare i rischi di distruzioni all'attività economica e finanziaria globale. Preservare l'apertura è essenziale per far prosperare l'economia mondiale e assicurare il suo potenziale di crescita".