La sede della Commissione Europea a Bruxelles (Reuters)
La sede della Commissione Europea a Bruxelles (Reuters)

Roma, 7 maggio 2020 - Nel complesso il debito pubblico dell'Italia, "malgrado i rischi", rimane "sostenibile nel medio termine", considerando anche "importanti fattori mitiganti". In particolare, "anche se la posizione debitoria si è deteriorata come risultato della crisi prodotta dal Coronavirus, il rapporto tra debito e Pil nello scenario di base è previsto su una traiettoria sostenibile e discendente nel medio termine". E' il quadro incoraggiante tracciato dalla Commissione Europea, nella valutazione della sostenibilità del debito redatta per valutare l'idoneità dei Paesi dell'Eurozona ad accedere alle linee di credito del Mes contro la pandemia (sono tutti idonei o 'eligibili', come preannunciato dal commissario all'Economia Paolo Gentiloni).

Nello scenario di base il debito italiano dovrebbe "declinare progressivamente nell'orizzonte di proiezione, per raggiungere un livello sopra il 140% del Pil nel 2030", dopo aver toccato un picco del 159% nel 2020, quando il Pil subirà un crollo del 9,5%. In condizioni più avverse, cioè con tassi di interesse più alti di 500 punti base, insieme ad una crescita del Pil più bassa di mezzo punto percentuale, il debito sarebbe più elevato nel 2030, al 155%, pur mantenendosi su una "traiettoria discendente". Nello scenario di base il fabbisogno finanziario lordo, cioè l'ammontare dei fondi che lo Stato deve raccogliere sul mercato per finanziarsi, supera il 25% del Pil nel 2020-21, calando a circa il 20% del Pil nel 2030. Le condizioni alle quali la Repubblica Italiana si finanzia ad oggi restano "accomodanti" e, andando avanti, sottolineano i tecnici della Dg Ecfin, i programmi Pepp e Pspp della Bce (il Qe) "dovrebbero contribuire a stabilizzare i mercati del debito sovrano dell'area euro". 

Per questo motivo la Commissione Ue non effettuerà nessuna missione ulteriore, oltre a quelle standard del Semestre europeo, per verificare le spese collegate al Mes, e non effettuerà alcuna richiesta di aggiustamento macroeconomico, nemmeno ex post, ai Paesi che chiederanno gli aiuti: lo scrivono i commissari Dombrovskis e Gentiloni in una lettera al presidente dell'Eurogruppo Centeno, che chiarisce il tipo di monitoraggio che Bruxelles effettuerà sulla nuova linea di credito.