Bruno Villois Il sipario del 2021 si è alzato: incertezze, sfiducia e preoccupazioni persistono o forse addirittura si ampliano. La campagna vaccinale è partita a rilento, la locomotiva Lombardia, dopo l’impasse dei vaccini antinfluenzali, segue lo stesso filone, i lockdown restano all’orizzonte. Riparte la macchina del Fisco, delle scadenze, dei negozi a singhiozzo, del lavoro...

Bruno

Villois

Il sipario del 2021 si è alzato: incertezze, sfiducia e preoccupazioni persistono o forse addirittura si ampliano. La campagna vaccinale è partita a rilento, la locomotiva Lombardia, dopo l’impasse dei vaccini antinfluenzali, segue lo stesso filone, i lockdown restano all’orizzonte. Riparte la macchina del Fisco, delle scadenze, dei negozi a singhiozzo, del lavoro che vacilla forse come mai dal Dopoguerra ad oggi. E purtroppo la luce in fondo al tunnel è ancora impercettibile e serviranno ancora molto tempo, fiducia, inventiva, coraggio e determinazione. Ma serve anche una politica, di maggioranza e opposizione, responsabile e dotata di una visione che finora non si è proprio vista. Eppure è proprio dalla politica che si devono aspettare le proposte vincenti per intraprendere la via della ripresa. Una ripresa che sarà selettiva. La pessima abitudine, consolidata nei decenni, di distribuire a pioggia, di non scegliere percorsi e attori per percorrerli, questa volta dovrà essere archiviata. Next Generation EU impone criteri chiari, selettivi e scadenzati nel tempo: l’idea di adattarli all’italiana è tanto impossibile quanto sbagliata. La modernizzazione di ogni ambito del nostro Paese deve essere prioritaria, la digitalizzazione e il suo uso debbono entrare in ogni casa,scuola, impresa, ufficio. I ritardi da colmare sono impressionanti: per riuscirci servono immense risorse finanziarie, pubbliche e private, e un profondo cambio di mentalità. Il sistema imprenditoriale, costituito essenzialmente da una miriade di piccole e micro imprese, deve essere coinvolto nelle decisioni che la politica intende assumere. Il coinvolgimento deve prevedere anche investimenti, il conferimento di capitale proprio, la riduzione del debito bancario, ma la stessa politica deve legiferare su Fisco e burocrazia in modo da incentivare le imprese a investire e aumentare il rischio a discapito del debito.