Nei primi 6 mesi del 2020, secondo le stime di Confesercenti, i consumi sono diminuiti di 1.879 euro a famiglia. Ma la colpa non è solo del lockdown. "Non parliamo solo di calo dei consumi, ma di qualcosa di più profondo – spiega Mario Deaglio, professore emerito di economia internazionale all’Università di Torino –. I consumi non fatti, del resto, si ritrovano nell’aumento dei depositi bancari del 20% rispetto al 2019". Che cos’è successo? "Le persone hanno cambiato i loro progetti. Il 15% della popolazione soffre tremendamente...

Nei primi 6 mesi del 2020, secondo le stime di Confesercenti, i consumi sono diminuiti di 1.879 euro a famiglia. Ma la colpa non è solo del lockdown. "Non parliamo solo di calo dei consumi, ma di qualcosa di più profondo – spiega Mario Deaglio, professore emerito di economia internazionale all’Università di Torino –. I consumi non fatti, del resto, si ritrovano nell’aumento dei depositi bancari del 20% rispetto al 2019".

Che cos’è successo?

"Le persone hanno cambiato i loro progetti. Il 15% della popolazione soffre tremendamente questa situazione, ma questo succedeva anche prima dell’emergenza sanitaria. Tutti gli altri, però, hanno cambiato i piani e i consumi dei beni si sono fermati".

Quali potrebbero essere le soluzioni?

"Non lo sappiamo. Siamo di fronte a un fenomeno nuovo che non ha nessun appiglio nel passato al quale fare riferimento. Non siamo soli, abbiamo visto che non sbagliano solo gli economisti e i meteorologi. Ma anche i virologi. Ed è normale che sia così in una situazione come questa. Noi economisti possiamo solo formulare ipotesi e verificare, successivamente, quanto siano valide".

Facciamone una: viene ridotta l’Iva. I consumi ripartono?

"Non è automatico. Di per sé darà dei prezzi più bassi solo per beni di larghissimo consumo e a prezzi correnti, per tutti gli altri non credo che ci saranno movimenti. Almeno nel breve periodo".

Che cosa dovrebbe fare il Governo?

"L’unica cosa che avrebbe effetti pesanti sarebbe un intervento diretto dello Stato con un corposo programma di lavori pubblici. Porterebbe soldi nuovi nel sistema. Ma bisogna vedere quali sarebbero le condizioni: sicuramente la burocrazia dovrà essere molto più snella di quella attuale".

Quando potremo avere stime più attendibili sul calo del Pil italiano nel 2020?

"È ancora troppo presto. Non ci dobbiamo dimenticare che siamo di fronte a un mutamento nei comportamenti delle persone che probabilmente avrà ripercussioni sul futuro. I media parlano tanto di crisi del turismo per la mancanza di visitatori stranieri, ma dimenticano che gli italiani quest’anno faranno molto di più i turisti a casa propria e ci saranno sicuramente delle località che non registreranno segni negativi".

Adesso quali rischi corriamo?

"La situazione internazionale ci dovrebbe preoccupare di più. L’Europa, alla fine, si sta muovendo. Ammettiamo che vada nella direzione giusta, restano tante variabili da considerare. Per prima cosa, chi vincerà le elezioni negli Usa? Noi dovremmo preferire Stati Uniti più accomodanti: le nostre esportazioni erano calate prima del coronavirus a causa dei dazi. Per noi sarebbe bene anche che il Medio Oriente resti pacifico e che l’Africa non venga colpita duramente dal Coronavirus".