Roma, 17 ottobre 2019 - Sì al carcere per i grandi evasori, no alla criminalizzazione dei commercianti. Luigi Di Maio alza la voce in vista del decreto fiscale 2020 che sarà allegato alla manovra economica. "Non esiste una legge di Bilancio che fa la lotta all'evasione fiscale senza il carcere con pene severe ai grandi evasori, per noi è imprescindibile", dice il ministro degli Esteri in diretta Facebook da Washington. Ma il segretario del Pd, Nicola Zingaretti, predica cautela: "L'accordo è di discutere questo punto nelle prossime settimane facendo incontrare le posizioni diverse". E aggiunge: "E' sbagliata la lettura di un litigio nella maggioranza: c'è stata una giusta discussione ed è ovvio che sia così".

Pos e scontrini

Linea dura del M5s con i 'pesci grossi', quindi, ma "non posso accettare che lo Stato faccia il debole con i forti e il forte con i deboli", chiarisce Di Maio. Il che significa che "non possiamo pensare che il simbolo dell'evasione sia l'elettricista, l'idraulico o il tassista. Non ci sto a scatenare la guerra tra i poveri".  

Per il leader politico dei 5 Stelle la causa delle "decine di miliardi" di evasione fiscale in Italia sono i "soggetti che hanno portato milioni di euro fuori dai confini e li hanno fatti rientrare con uno scudo del 5%". Mentre "non possiamo criminalizzare delle categorie, non possiamo combattere contro il commerciante. sono già categorie vessate" . E sul Pos e le eventuali sanzioni per chi non accetta il pagamento elettronico, predica cautela: "Se mttiamo la multa da 30 euro ci troveremo in situazioni in cui il commerciante preferisce pagare la multa che le commissioni, ci vuole un accordo con le banche per abbassare i costi sia lato utenti che esercenti".

Stessa posizione sul tetto ai contanti: "Dobbiamo andare verso un paese digitalizzato, ma chi evade con una somma di 4 mila euro e il limite al contante è di duemila, si fa fare due fatture da duemila euro", spiega il ministro. "Da anni si combatte l'evasione con la lotta agli scontrini e sono stati ignorati i garandi evasori. Introduciamo carcere e confisca per sproporzione e vedrete come somme di decine miliardi di euro di evasione non esisteranno più".

Grandi evasori

Di Maio torna anche a battere sul tasto della "confisca per spoporzione", precisando che la misura è indirizzata a "chi fa fatture false oltre 100 mila euro", il che individua una platea di potenziali destinatari con "spregiudicatezza e capacità di architetture contabili" tali per cui "non si devono terrorizzare i cittadini". La ratio del provvedimento, osserva ancora, è la confisca "di quello che ha per ammontare e qualcosa in più, così chi evade ha qualcosa da perdere in più" qualora venga beccato. 

In realtà nell'ultimissima bozza del decreto fiscale, dovrebbe saltare l'estensione ai reati fiscali della confisca "per sproporzione" prevista dal codice Antimafia. Nella prima bozza si applicava la confisca prevista oggi per i mafiosi non solo ai delinquenti abituali, ma anche ai colpevoli solo di evasione. La stretta, che avrebbe permesso la confisca dei beni di cui non si possa giustificare la provenienza, sembra ora saltare. Resta il rafforzamento della confisca "per equivalente", cioè dell'equivalente del profitto illecito, legato ai reati in materia di accise. 

Prestito Alitalia

Nel frattempo, nella bozza aggiornata del Dl Fisco, si legge che il governo concede ad Alitalia un ulteriore prestito ponte di 350 milioni di euro per la durata di sei mesi per "indilazionabili esigenze gestionali".