Washington, 11 marzo 2018 - Se un fronte si chiude, un altro se ne apre per gli Stati Uniti. Se infatti sembra avviarsi verso una soluzione pacifica il braccio di ferro con la Corea del Nord (Donald Trump si fida dell'impegno di Pyongyang di sospendere i test missilistici che accompagnava l'invito di Kim a un incontro), allo stesso tempo pare destinato ad acuirsi lo scontro sui dazi con l'Unione europea

"L'Europa, stretto alleato Usa, deve essere esentata" da quelli su acciaio e alluminio. E' stata la richiesta avanzata dalla commissaria Ue per il Commercio, Cecilia Malmstroem, al rappresentante Usa per il Commercio, Robert Lighthizer. Bruxelles ha ribadito, questa volta insieme al Giappone, la sua "forte preoccupazione" all'inviato americano. 

La replica è arrivata a breve giro di posta con un tweet al veleno dello stesso presidente Trump. "L'Unione Europea, Paesi meravigliosi che trattano molto male gli Stati Uniti sul commercio, si lamentano per i dazi su acciaio e alluminio. Se tolgono le loro orribili barriere e dazi sui prodotti americani che importano, faremo altrettanto. In caso contrario, tasseremo auto, ecc... Giusto!", ha scritto l'inquilino della Casa Bianca. 

Il tempo però corre. Entro 14 giorni scatteranno le tariffe doganali aggiuntive, "necessarie e appropriate", ha ribadito Trump, "per proteggere la sicurezza nazionale". Di certo la settimana prossima si continuerà a trattare della possibilità di quelle 'esenzioni' che lo stesso tycoon ha preannunciato per i Paesi amici e che al momento, ha fatto sapere, riguarderanno di certo solo Messico, Canada e Australia.

Così la trilaterale Ue-Usa-Giappone, già programmata per discutere della questione della sovraccapacità produttiva soprattutto cinese, ha assunto oggi un ruolo importante alla luce della recente decisione di Trump. Intanto, a detta della Casa Bianca, nella telefonata di venerdì sera, il presidente Usa e quello francese Emmanuel Macron "hanno discusso di modi alternativi per affrontare le preoccupazioni Usa". 

Forse un'apertura all'Ue, anche se Washington non ha precisato se il riferimento fosse in chiave bilaterale o europeo. Di certo lo stesso Macron ha messo in guardia gli Stati Uniti sottolineando che "l'Europa risponderà in modo chiaro e proporzionato contro ogni pratica infondata e contraria alle regole del commercio mondiale". 

In extrema ratio l'Unione ha già previsto delle contromisure mettendo sul piatto una lista di prodotti americani che potrebbero essere colpiti se i dazi di Trump colpissero i prodotti europei. Intanto il segretario al Tesoro, Steve Mnuchin, ha lasciato intendere che il capitolo esenzioni potrebbe riguardare anche gli alleati disposti a rafforzare i loro contributi alla Nato. Un vecchio cavallo di battaglia dell'amministrazione americana. Solo ieri Trump aveva puntato l'indice contro la Germania perché paga solo l'1% del suo Pil in spese militari per la Nato.