Da sinistra: Fabio Boschi, presidente e Ceo di Faper Group Antonio Veronesi, Ceo di Cisa e il cavalier Fabio Perini, presidente onorario di Faper Group
Da sinistra: Fabio Boschi, presidente e Ceo di Faper Group Antonio Veronesi, Ceo di Cisa e il cavalier Fabio Perini, presidente onorario di Faper Group

In tempi di Coronavirus o di New Dehli la sicurezza negli ambienti ospedalieri, l’assoluta sterilizzazione dei ferri chirurgici supera il concetto di precisione per diventare necessità. C’è un’azienda che è diventata leader nel settore della sterilizzazione e decontaminazione degli strumenti comunemente usati in sala operatoria.

Pur essendo una realtà giovane si è già posizionata al settimo posto mondiale in questo comparto. Fatturato sui 20 milioni di euro, 85 dipendenti, in espansione e con possibili sviluppi occupazionali, ovviamente per profili e menti brillanti attraverso Cisa Campus, la scuola di formazione interna, incubatrice di possibili nuovi addetti per il futuro, come gli attuali 27 tecnici super specializzati già in organico.

Stiamo parlando di Cisa, gruppo Faper (Fabio Perini, dove si è sperimentata l’assistenza da remoto con un sistema che ripara eventuali guasti ai macchinari delle cartiere) siamo nell’industria 4.0 che si traduce nell’innovazione tecnologica all’ennesima potenza.

Come è cominciata questa avventura? Il brand esiste dal 1947, da quattro anni a Lucca. Il core business di Faper sono i macchinari da cartiera per il tissue. Tra gli asset Cisa, che si innesta in un settore quello delle sterilizzazioni ospedaliere, ancora tutto da scoprire sotto il profilo dell’innovazione e che si presta al cambiamento. Di recente l’impresa ha partecipato alla rassegna del comparto a Dubai. Come è andata?

«Molto bene – commenta l’amministratore delegato Antonio Veronesi – esperienza proficua, vogliamo approcciare una nuovo filosofia, anche culturale, se possiamo definirla così, dove il processo diventa più importante della macchina».

Il mercato asiatico ha ancora margini di consolidamento per voi?

«Siamo presenti in tutto il Sud-Est, Malesia, Singapore, con una cauta amicizia per la Cina. Nel senso che abbiamo relazioni commerciali ma al contrario: la nostra concorrenza acquista componenti cinesi, noi glieli vogliamo vendere».

Quali sono i vostri prossimi obiettivi?

«Grazie anche all’intelligenza artificiale, vorremmo giungere ad un unicum una sola logistica, integrata, per la sterilizzazione, una fase circolare, una rivoluzione di concetto che riduca gli errori aumentando l’efficienza».

Protagonista in ambito internazionale nel settore delle tecnologie innovative correlate allo smart hospital, l’azienda svilupperà soluzioni uniche, come la digitalizzazione della logistica e l’integrazione del blocco operatorio con la centrale di sterilizzazione dell’ospedale, secondo l’affermazione di nuovi paradigmi produttivi che investono perfino il layout architettonico e la progettazione degli ospedali. Strutture destinate ad una trasformazione epocale, che consentirà un impiego migliore delle risorse e degli impianti a beneficio dei pazienti e con una drastica riduzione dei costi gestionali. Anche il risparmio energetico in ospedale è in prima fila nella ricerca Cisa. Ad esempio il sistema Aquazero per il risparmio del prezioso liquido, connesso all’utilizzo delle macchine.

I visitatori potranno inoltre assistere a dimostrazioni pratiche, ad esempio il Tracecare, un software sviluppato e brevettato dall’azienda di Mugnano, che prevede soluzioni per il monitoraggio e la tracciabilità. La fiera di Dubai si è trasformata in occasione per presentare in anteprima mondiale la luce BioVitae, una tecnologia made in Italy dalla startup Nextsense vincitrice del premio Cisa, assegnato in occasione del Forum Risk Management 2019, svoltosi a Firenze. È un dispositivo medico di illuminazione Led che, grazie a una combinazione di frequenze luminose, sanifica gli ambienti in cui viene installata e controlla la proliferazione di batteri. Grazie ad una visione imprenditoriale orientata verso l’attività di ricerca e sviluppo, il marchio si caratterizza per la capacità di rappresentare soluzioni uniche rivolte al risparmio energetico e di creare modelli produttivi adeguati ai nuovi layout architettonici e alla progettazione dei nosocomi del futuro. Per questo è arrivato anche il premio dalla Regione Toscana.