L’automobile in Italia sta attraversando due transizioni: non rivoluzioni perché progressive, ma epocali. Dalla proprietà al noleggio e dai motori termici all’elettrificazione. A breve termine ibrida e in prospettiva, forse, elettrica. Dal possesso all’uso e dalla benzina agli elettroni. I passaggi non sono automatici e richiederanno più tempo del previsto, ma dal mercato senza dubbio arrivano segnali importanti.

Le immatricolazioni di vetture gennaio sono partite al ribasso (-5,9%, con 55.528 unità) dopo un 2019 di sostanziale stagnazione, terminato con un +0,3% rispetto al 2018. Un crollo però c’è stato. Quello della domanda dei privati, che per decenni è stato il treno quasi assoluto delle immatricolazioni.

Da qualche anno il vento è cambiato, i numeri cominciano a farsi pesanti. Gennaio ha registrato, per gli acquisti dei privati, una diminuzione delle immatricolazioni del 14% a 92.000 unità e una perdita di quota di mercato di 5,5, scendendo al 58,8%, rispetto al 2018. Ne hanno tratto grande beneficio il noleggio e le flotte aziendali. Sia nel segmento a breve sia in quello a lungo termine. L’affitto delle quattro ruote ha beneficiato di un aumento del 18% a gennaio. Per un totale di 40.000 unità e una quota del 25,5%, 5,2 punti in più dello stesso mese del 2019.

Corre tutto: i tassi crescita sono in doppia cifra sia per il breve termine (+28%) sia per il lungo termine (+18%). Unico neo, all’interno delle immatricolazioni a società, giù del 4,3% a 24.000 unità e una quota del 15,6% (+0,2 punti), si contraggono sia le auto-immatricolazioni (- 3,6%) sia le vendite ad altre società (-5,8%). In questo l’Italia, e anche l’Europa, si stanno avvicinando sempre di più al modello americano. Negli Stati Uniti l’auto in affitto, con un canone onnicomprensivo, a parte ovviamente il carburante, è una consuetudine.

Il calo delle vendite ai privati, che nel Belpaese è stato a lungo una certezza come la casa di proprietà, conferma la tendenza. Le aziende devono ricambiare il parco, i professionisti, le partite IVA, sono ormai habitué del cannone a auto. Ma il ‘turbo’ al noleggio, a lungo, medio e breve termine, lo hanno dato i privati cittadini. Meno pensieri e incombenze, mediamente per 24 o 36 mesi, e soprattutto, in questo periodo, meno paura di veder crollare la valutazione della propria auto, in balia dai blocchi al traffico (a volte davvero ottusi) imposti dalle amministrazioni.

Le auto elettriche al momento, per costi di acquisto, tempi e logistica di ricarica, non solo la soluzione adatta per la maggioranza. Le ibride, con sistema di motore termico e propulsore elettrico, invece sembrano essere il passe-partout perfetto in questi anni. E nei prossimi a venire. Anche in questo caso, il responso dei numeri è chiaro. Sul fronte delle alimentazioni è impietoso il calo a doppia cifra (-23%) del demonizzato (spesso ingiustamente) diesel con 52.000 unità e una quota del 33,5% (-7,7). Flessione anche per le auto a benzina (-3,0%), a 73.000 unità e una quota del 46,5%. Si tratta in ogni modo della motorizzazione attualmente preferita in Italia. Il boom è della elettrificazione. Crescita dell’82% nel mese per le ibride, con 15.600 unità immatricolate in rappresentanza del 10% del mercato. Raddoppiando rispetto a gennaio 2019 e superando, momento storico, l’accoppiata GPL-metano, da sempre considerata simbolo delle alimentazioni alternative.

Risultato eclatante per le auto elettriche, che schizzano a un +587%, ridimensionato dalla cifra di 1.900 unità e soprattutto dalla quota di mercato dell’1,2%, ancora marginale. L’efficienza, certificata e riconosciuta anche dalle amministrazioni, delle auto ibride che possono restituire spinta alle ruote non solo con l’aiuto del motore elettrico, ma anche con la rigenerazione dell’energia in frenata è un propellente anche per il mercato a noleggio, dove l’elettrificazione continua a crescere.