Ha scritto, insieme con la Esselunga di Bernardo Caprotti, la storia dei supermercati in Italia. Perché VéGé – nome derivato dall’olandese VErkoop GEmeenschap, cooperativa nata nel 1938, che significa ‘vendere insieme’ – è stata fondata addirittura nel 1959 quando gli italiani hanno scoperto la spesa con il carrello. E anche il fascino delle raccolte punti perché fu sempre VéGè a inventare i primi ‘bollini 5%’, ovvero 5 lire di sconto ogni 100 spese. Ispirata alla formula dei supermercati americani – ma diversamente da Esselunga che aveva puntato fin dall’inizio sulle superfici più grandi specializzata più dei punti vendita che oggi si chiamerebbero di prossimità e sono tornati vincenti – VéGé vide tra i suoi fondatori nomi altrettanto storici della Gdo come Lombardini, Garosci, Migliarini, e fu pioniera nell’utilizzare la forma cooperativa dell’associazionismo tra imprenditori basato sull’integrazione fra ingrosso e dettaglio.

Negli anni Sessanta gli italiani, lungo tutto lo Stivale ma ancora di più nel Sud Italia, impararono a conoscere – e far la spesa – nei ‘negozi’ con il marchio VéGé. Un’insegna che, ricorda Giorgio Santambrogio, nel 1967 vedeva una rete di ben 6230 punti vendita, quasi il doppio di quelli attuali. Oggi dire VéGé significa parlare di una cooperativa di imprenditori associati che vede, nel quartier generale di Milano, la testa operativa in grado di fungere da centrale d’acquisto per 35 catene a marchio indipendente ma anche fornire una serie di servizi, dal marketing alla pubblicità alla formazione con il successo dell’Accademy VéGé, nonché – per gli associati che restano liberi di metterli sugli scaffali – linee di prodotti private label. Quelli a marchio VéGé per la fascia media di prezzo e il marchio Ohi Vita per la linea salutistica e del benessere.

Il 2020, fatto salvo l’andamento delle spese natalizie che potrebbe aumentare o diminuire il risultato, dovrebbe chiudersi, secondo le prime stime, con ricavi complessivi per 11,35 miliardi di euro con una crescita, a parità di rete distributiva (che attualmente conta 3585 punti vendita) del 6,9%. Più alta di quella media registrata dal settore (+4,2%). Con 35 imprese socie, tra gli ingressi più significativi degli ultimi anni i gruppi veneti Tosano e Vega e la lombarda Bennet, e insegne proprie come Dimeglio e Sidis pioniere dei discount, e storiche come Migross, più le alleanze d’acquisto a partire da quella con Metro, il gruppo VéGé è terzo in Italia per numero di punti vendita e quarto nel canale Dettaglio e AFH (consumi fuori casa) dietro Conad, Coop Italia e Selex, con una quota di mercato del 9,32%. Quota che nell’ultimo anno è cresciuta del 3,46% assegnando proprio a VéGé, davanti a Conad e Lidl Italia, il primato per il maggiore incremento. A livello regionale, le insegne associate al gruppo VéGé sono leader in Sicilia (21,61% di quota mercato), Campania (30,7%) e Basilicata (23,7%), seconde in Sardegna (13,6%) e Veneto (12,6%), quarte in Molise (13%), quinte in Piemonte (6,5%), seste in Friuli Venezia Giulia (7,2%) e settime in Lombardia (5,8%), regione dove si punta maggiormente a crescere, come in Piemonte.

Achille Perego