Giovedì 13 Giugno 2024

“Dal Covid al clima, italiani alle prese con le policrisi”. Ipsos presenta Flair 2023

Trend e cambiamenti socioeconomici sotto la lente d’ingrandimento della società di ricerche di mercato. Ipsos esplora lo stato del paese per fornire strumenti e prospettive per comprendere la nostra contemporaneità. Pagnoncelli: “Dobbiamo abituarci a fare i conti con l'imprevedibilità delle reazioni dei cittadini rispetto agli eventi che stiamo vivendo”

Italia 2023, catenaccio all'italiana

Italia 2023, catenaccio all'italiana

Milano, 4 maggio 2023 – È stata presentata oggi presso la sede milanese di Illimity Bank, la XIII edizione di Ipsos Flair, quest’anno intitolata: “Catenaccio all’Italiana. Un paese in difesa, pronto al contrattacco e alla ricerca di un futuro”.

Sin dal primo rapporto l’obiettivo di Flair è stato quello di analizzare le persone nelle loro molteplici vesti, i loro valori, gli atteggiamenti e le opinioni relative alla società in cui vivono e a cui aspirano, cercando come sempre di catturare il sentiment del nostro Paese, riconoscerne la direzione, proporre stimoli e riflessioni utili alla comprensione dello scenario d’insieme.

“Le due immagini che abbiamo suggerito in questa nuova analisi della società italiana” spiega Enzo Risso, Direttore Scientifico Ipsos, “sono, da una parte, lo schema calcistico del “catenaccio”, dall’altra, il mito di Sisifo. Entrambe queste metafore sono simbolo e descrivono l’attitudine degli italiani di fronte al succedersi, in simultanea, di molteplici crisi: vale a dire, non solo ripiegamento difensivo e contenimento, ma anche la contestuale idea che contiene una ripartenza in avanti”.

Flair 2023 ritrae infatti l’immagine di un Paese sotto i colpi dell’incrociarsi, in successione e in simultanea, di una polifonia di crisi. Dal Covid alla crisi climatica; dall’aumento dei costi dell’energia alla corsa dell’inflazione; dal rombo dei cannoni all’accentuarsi delle tensioni tra globale e locale; dall’evoluzione tecnologica, con l’affermarsi della robotica e dell’intelligenza artificiale, alla crisi delle identità contemporanee e il suo portato di ripiegamento nostalgico; dall’aumento del costo del denaro e dei mutui, al riesplodere dei rischi nel mondo bancario.

Questa polifonia di crisi ha generato uno stato di tensione costante, un susseguirsi e sovrapporsi di fattori di pressione che inducono le persone a un incessante sforzo di adattamento e ridisegno delle proprie prospettive, senza certezza di vie d’uscita. Tuttavia, gli italiani, come novelli Sisifo, hanno accusato lo sforzo di superare diversi momenti di tensione sociale ed economica dimostrando nonostante tutto uno spirito tenace, di resistenza e di volontà di ripresa.

“Come noi di Ipsos stiamo raccontando da qualche tempo, queste poli-crisi ci indicano la fine di percorsi rettilinei, sia dal punto di vista interpretativo, sia nella ricerca delle soluzioni: è finita l’era delle previsioni fondate su evoluzioni lineari. Dobbiamo abituarci a fare i conti con l'imprevedibilità delle reazioni dei cittadini rispetto agli eventi che stiamo vivendo”, spiega Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos.

Flair, figlio della multidisciplinarità tipica di Ipsos, ha richiesto per analizzare un contesto sociale complesso l’apporto di tutto il team di ricerca che ha lavorato insieme per costruire, analisi dopo analisi, il nuovo Flair 2023.

Il volume fotografa un quadro in cui aumentano le fratture sociali, in cui solo il 5% del Paese guarda con ottimismo verso il futuro e sente la propria posizione sociale ed economica in miglioramento. Di contro la quota della popolazione che prevede una diminuzione del proprio status ammonta al 34%. L’ascensore sociale appare attivo solo per i ceti benestanti, mentre per i ceti popolari e medio-bassi è in opera solo lo scivolo sociale.

Fronte consumi, l’inflazione aleggia ancora mentre la parsimonia si afferma come modello esistenziale quotidiano. Spinta inflattiva e caro energia sospingono le persone a essere sempre più attente a quanto spendono (43%), a considerare lo spreco una perdita e non più un mero effetto collaterale del consumismo. La complessità della situazione incide in varie forme sulle dinamiche di consumo delle persone. Se da un lato la scure dell’austerity si abbatte sulle scelte di consumo con riduzioni, tagli, forme di resistenza all’inflazione, dall’altro lato ci troviamo di fronte a nuovi driver di acquisto.

Convenienza. L’attenzione ai prezzi dei prodotti, la ricerca di sconti e offerte coinvolge il 90% dei consumatori.

Una nuova spinta verso l’autenticità e tipicità. La ricerca di italianità (85%), di provenienza e origine certificata (81%), di tipicità dei prodotti (76%) sono costanti che continuano a marcare le scelte.

Ricerca di ben-essere e del bisogno di cura di sé. L’attenzione è rivolta ai valori nutrizionali (73%) e alla ricerca di prodotti che garanzia di salute e naturalezza (70%).

Ecologicità. La crisi ambientale non è affatto passata di mente dai cittadini, nonostante il caro prezzi, resta alta l’attenzione al biologico (59%), alla sostenibilità ambientale delle produzioni (71%) e alle forme di confezionamento (65%).

Ultimo driver: il valore del brand. In una fase di crisi le marche soffrono per i loro prezzi, ma ciononostante restano un emblema di garanzia, di senso di ben vivere, di posizione sociale, di aspirazione.

Emergono poi nuove definizioni e tendenze anche per quanto riguarda il lavoro: le persone ricercano sempre di più un’occupazione che le faccia sentire realizzate (88%). Una spinta ben evidente in quei oltre due milioni di persone che hanno lasciato il lavoro lo scorso anno.

A tal proposito è stato coniato anche un nomignolo per quei giovani che lasciano il posto in cerca di condizioni esistenziali migliori: Generazione YOLO (you live only once) la generazione del “si vive una volta sola”. Si afferma in crescita esponenziale un lavoro che lasci spazio al nuovo vero lusso, il tempo (72%). Cresce di pari passo la voglia di leggerezza (25%), la voglia di riprendersi la vita, il desiderio di lasciarsi tutte le preoccupazioni alle spalle e divertirsi.

“Interrogarsi continuamente sui cambiamenti che percorrono la nostra società” spiega Nicola Neri, amministratore delegato Ipsos “cercare di coglierne implicazioni presenti e future, immaginarsi il ruolo che in futuro potremo giocare come persone, aziende o istituzioni è oggi più che mai importante. Per questo motivo, come ogni anno, la nostra ambizione non è dipingere con certezza il futuro che ci attende, ma cercare di alimentare il dibattito intorno a molti di quei temi centrali per il futuro delle persone, delle aziende, delle istituzioni del nostro Paese".

I principali mutamenti sociali presenti nell’analisi di Ipsos sono stati protagonisti di una serie di dialoghi in occasione dell’incontro presso gli spazi di Illimity. La presentazione di Flair 2023, inoltre, ha visto un dialogo conclusivo tra Corrado Passera, fondatore e amministratore delegato di Illimity, e Nando Pagnoncelli, presidente Ipsos, dal titolo “Let’s talk about society” proprio sui temi posti dalle letture e analisi del team di Ipsos.