Il premier britannico Boris Johnson. Nella foto tonda, Zehrid Osmani, capo. strategia. lungo termine. Martin Currie
Il premier britannico Boris Johnson. Nella foto tonda, Zehrid Osmani, capo. strategia. lungo termine. Martin Currie

L’andamento dell’economia globale nel 2020 dipenderà dalle tensioni commerciali Usa-Cina. Sarà questo uno dei temi più caldi dell’anno che sta per cominciare, secondo Zehrid Osmani, capo della strategia a lungo termine di Martin Currie, del gruppo Legg Mason. Alla luce della situazione attuale, Osmani ritiene che la crescita economica possa restare stabile nel 2020, agli stessi livelli di quest’anno, ma la situazione potrebbe cambiare anche di molto, in relazione all’intensità dello scontro in atto tra i due Paesi. Gli altri temi caldi per il prossimo anno saranno la Brexit, le presidenziali americane, l’andamento economico della Cina, l’inflazione, le politiche delle banche centrali, il ritmo del cambiamento tecnologico e la cyber security.

Partiamo dalla Brexit.

«Contrariamente alla vulgata dominante, la Brexit non si può considerare un’incertezza superata. Nell’imminenza delle elezioni nel Regno Unito, non è ancora chiaro se i conservatori riusciranno o meno a ottenere la maggioranza in Parlamento. La posta in gioco, quindi, resta altissima. Non essendoci chiarezza su modalità e tempi della Brexit, è logico che l’economia del Regno Unito e dell’Ue continueranno a mantenere un profilo di incertezza che non farà bene a nessuno».

Sulle elezioni presidenziali americane, siamo ancora più in alto mare...

«Le prossime elezioni Usa saranno molto combattute, con esiti molto diversi date le politiche economiche antitetiche dei vari candidati. Tutto questo avrà un effetto sull’andamento delle azioni e in particolare sulla prestazione di alcuni settori ciclici, come finanziari e sanitari. Quando si parla di elezioni non ci sono mai certezze ed è per questo motivo che conviene restare prudenti».

Il rallentamento cinese è destinato ad accelerare?

«Pechino dovrebbe essere in grado di evitare un hard-landing. La guerra commerciale Usa-Cina proseguirà anche il prossimo anno, andando ad inquadrarsi in una più ampia disputa geopolitica tra i due colossi, ma è meglio abituarsi, perché su questi temi nulla sarà mai più come prima».

Stesso discorso per l’inflazione?

«Con la bassa inflazione sarà necessario fare i conti per molti anni avvenire. Le previsioni sull’inflazione per il 2020 sono piatte e in generale l’aumento delle pressioni inflazionistiche a livello globale sarà sempre più contenuto, mentre le spinte deflazionistiche sottostanti saranno sempre più forti, anche a causa della crescente automazione e delle pressioni dei mercati emergenti. Del resto, se la crescita globale conferma di essere lenta, anche l’inflazione si muoverà molto adagio».

Viste le basse pressioni inflazionistiche, è probabile che avremo politiche monetarie accomodanti...

«Per tutto il 2020 le politiche monetarie delle banche centrali continueranno a essere accomodanti e questo approccio sarà di sostegno ai mercati. Oltre alle decisioni delle banche centrali, gli investitori dovranno anche tener conto del fatto che i tassi resteranno bassi a lungo e che in alcuni mercati potrebbero ancora scendere prima di posizionarsi».

Mentre la crescita economica rallenta, però, il cambiamento tecnologico è sempre più rapido.

«Grazie all’afflusso continuo di capitali, il ritmo del cambiamento tecnologico sarà accelerato e soprattutto è destinato ad intensificarsi ulteriormente. In tanti ambiti economici cresce il rischio di dover affrontare un’evoluzione tecnologica che va a modificare completamente i modelli di business. I casi di nuovi entranti capaci di insidiare gli operatori più tradizionali sono sempre più frequenti. Tutto questo avviene grazie alla crescente facilità di accesso alle informazioni, che è il vero traino dell’innovazione. Per queste ragioni gli investitori dovrebbero valutare un approccio basato sull’aumento dei rischi di disruption per società anche leader o interi settori. Tra i comparti che potrebbero essere particolarmente colpiti da cambiamenti radicali ci sono quello dei trasporti, quello dell’energia, il settore finanziario e il segmento dei servizi pubblici».

Un comparto da tenere d’occhio?

«I nostri analisti sono convinti che nel corso del 2020 ci sarà ancora più attenzione ai temi della sicurezza informatica. Le previsioni fanno riferimento ad un aumento degli investimenti delle aziende in cyber security, perché sta crescendo la consapevolezza dei rischi per la governance, la reputazione e l’amministrazione posti dagli attacchi informatici, che potrebbero ripetersi. Come in un circolo vizioso, questo aumento porterà le aziende ad allocare una parte sempre crescente del proprio budget nelle tecnologie informatiche di sicurezza».