Il premier Giuseppe Conte punta a stringere entro martedì almeno sul decreto semplificazioni, mentre gli altri dossier restano in stallo. E, anzi, sull’utilizzo delle risorse del Mes, risponde piccato all’invito di Angela Merkel a usare ogni euro disponibile: "Non è cambiato nulla rispetto alle opinioni della cancelliera, ma a fare i conti sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri". Poi, conferma il Piano italiano per il Recovery Fund a settembre. Intanto...

Il premier Giuseppe Conte punta a stringere entro martedì almeno sul decreto semplificazioni, mentre gli altri dossier restano in stallo. E, anzi, sull’utilizzo delle risorse del Mes, risponde piccato all’invito di Angela Merkel a usare ogni euro disponibile: "Non è cambiato nulla rispetto alle opinioni della cancelliera, ma a fare i conti sono io, con il ministro Roberto Gualtieri, i ragionieri dello Stato e i ministri". Poi, conferma il Piano italiano per il Recovery Fund a settembre.

Intanto Gualtieri ricorda i provvedimenti già varati: "Abbiamo ridotto le tasse a 16 milioni di lavoratori e, dal primo luglio, gli stipendi aumenteranno per quasi 16 milioni di persone. Di questi, 4,5 milioni si ritroveranno 80-100 euro netti al mese in più, per altri 11 milioni i vecchi 80 euro arriveranno a 100. Sono sette miliardi di tasse tagliate per sempre, primo passo della riforma dell’Irpef".

Il riferimento di Gualtieri è al taglio del cuneo fiscale deciso in autunno con la manovra pre-Coronavirus e destinato a diventare operativo con le buste paga del prossimo mese. Ma il rinvio all’Irpef e alla sforbiciata del costo del lavoro è anche la conferma della linea Pd, contraria alla riduzione dell’Iva. Progetto al quale, però, il premier non intende rinunciare.

E così, mentre la politica e la maggioranza restano divise sugli interventi da prendere con la riforma fiscale, Gualtieri sottolinea il buon andamento degli aiuti a fondo perduto alle imprese: "Sta andando tutto molto bene, per una volta l’Agenzia delle entrate fa l’Agenzia delle uscite. Una procedura nuova messa in piedi a tempo record". E ancora, il ministro ricorda le altre misure, "che compongono un quadro di sostegno significativo: il ristoro al 60% per gli affitti per 3 mesi, l’eliminazione del saldo acconto Irap e quello degli oneri di sistema sulle bollette. Inoltre – chiude Gualtieri – alcuni hanno avuto i 600 euro di indennità, andati a 5 milioni di autonomi". I sindacati salutano l’annuncio del ministro e rivendicano di aver contribuito al risultato.

"Ora bisogna battersi per una complessiva riforma fiscale, che continui a ridurre le tasse ai lavoratori e inizi a ridurle anche ai pensionati" puntualizzano in una nota unitaria di Cgil, Cisl e Uil. Ma di fronte ai ritardi nell’erogazione della cassa integrazione, il Garante per gli scioperi avverte, in una lettera a governo e Parlamento, che la tensione sociale potrebbe salire ed esplodere in conflitti collettivi. E lo stesso Gualtieri parla di ritardi inaccettabili.