Levi Strauss & Co. ha registrato un crollo delle vendite del 62% nel secondo trimestre fiscale e ha annunciato un taglio del 15% della sua forza lavoro mondiale, pari a circa 700 posti di lavoro, nel tentativo di ridurre i costi dopo il pesante impatto della Covid-19. Al momento, circa il 90% dei negozi Levi’s ha riaperto nel mondo, ma le vendite fanno fatica a partire; per una ripresa completa "ci vorrà del tempo", ha detto Chip Bergh, ceo di Levi’s. Le perdite nette sono state pari a 364 milioni di dollari, contro un profitto netto di 29 milioni di un anno prima; le perdite adjusted sono state pari a 49 centesimi ad azione. Il fatturato è crollato dal miliardo e 310 milioni di un anno fa a 498 milioni (-62%). Le perdite sono state in parte contenute dal commercio online, cresciuto del 25% nel secondo trimestre, che ha rappresentato il 15% del totale delle vendite, contro il 5% di un anno prima. Le vendite sono comunque crollate del 59% nelle Americhe, del 68% in Europa e del 61% in Asia.