19 mar 2022

Crisi Ucraina, difesa ed energia i settori su cui puntare per difendersi dalla crisi

Secondo Milano Finanza da tenere d'occhio Eni, Enel, Erg, Snam, Terna, con Alerion, Ariston, Prysmian. E nelle tlc, Raiway e Inwit 

Un operatore di Borsa di una banca davanti ai monitor,  Milano, 19  Ottobre 2018.
ANSA / MATTEO BAZZI
La borsa ha riguadagnato il 5% in una settimana, ma resta sotto di 6 punti dal 24 febbraio

I titoli delle società che operano nei settori della difesa e dell’energia, quelli green in particolare, sono quelli su cui puntare in questo momento per difendersi dagli effetti del conflitto fra la Russia e l’Ucraina, che ha fatto cadere la Borsa di Milano agli ultimi posti fra i listini mondiali. Il Ftse Mib, infatti, ha perso il 12,5% circa da inizio anno e scambia ad un rapporto prezzo/utili atteso al 2022 di poco oltre 9 volte, il secondo più basso al mondo se consideriamo i più importanti listini, dopo le 7,44 volte del Bovespa brasiliano. Ma quali sono le azioni su cui puntare in questi settori di mercato? 

Come spiegano diversi gestori specializzati sull’Europa, nel numero di Milano Finanza in edicola oggi, Alerion, Ariston, Eni ed Enel, Erg, Prysmian, Snam e Terna sono fra i titoli da tenere d’occhio. Se si guarda anche agli aspetti legati all’inflazione, in particolare alle torri di tlc, che scaricano i maggiori costi sulle società di telefonia, sono da tenere sotto osservazione Raiway e Inwit. Mentre la Russia si sta avvicinando al default per la terza volta, dopo il 1917 e il 1998, piegata dalle sanzioni occidentali, per gli analisti che guardano con attenzione ai mercati europei, Piazza Affari inizia a essere un listino molto interessante su cui investire. 

Circa la gestione dei conti correnti, ognuno in Italia costa in media più di 100 euro all’anno, valore che non trova alcuna compensazione dalla remunerazione riconosciuta dagli istituti sulle giacenze, di fatto prossima allo zero. Un bel problema, mentre l’inflazione inizia a graffiare proprio quando l’incertezza sul fronte geopolitico suggerisce prudenza negli investimenti, con il risultato che la ricchezza depositata in banca ha superato il pil italiano con un saldo medio ai massimi storici di oltre 20 mila euro. MF-Milano Finanza, nel numero in edicola domani, ha messo a confronto le principali condizioni dei conti correnti per i profili famiglie con operatività media (224 operazioni l’anno) e giovani offerti dalle maggiori banche italiane (sia online sia tradizionali).

L'inchiesta distingue i casi di attività prevalentemente in filiale e, dell’altra, di utilizzo del conto solo tramite il canale online. Tra i nomi considerati ci sono sia gruppi tradizionali come Intesa Sanpaolo e Unicredit, sia banche online come Illimity e Webank. Dal confronto emerge che ci sono stati alcuni rincari da febbraio 2021 come nei casi del profilo famiglie operatività in filiale del conto Easy di Crédit Agricole il cui Icc è salito da 108,19 euro a 119,04 euro e del conto Offerta on Demand di Bper aumentato da 166 euro a 178 euro.

Ma si sono avuti anche dei ribassi come Intesa Sanpaolo nel c/c Xme Conto che sempre per le famiglie con operatività media allo sportello mostra un Icc sceso da 219,2 euro di un anno fa ai 195,2 euro attuali. Detto questo tra i conti più convenienti per famiglie con uso in filiale spiccano Widiba con un Icc di 53,4 euro e Ibl Banca (77,4 euro). Ma per trovare i costi più bassi bisogna sfruttare l’operatività on line: in questo caso gli Icc più bassi per famiglie sono quelli dei conti di Widiba (20 euro), Webank (24 euro) e Fineco (26,86 euro).

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