La strada è quella indicata dall’ad Alessandro Profumo (foto): guidare il consolidamento europeo. La mossa spazza via ogni eventuale scetticismo (dopo lo stop alla quotazione di Drs) ed è di significativa portata strategica: Hensoldt, 5.600 dipendenti e ricavi per 1,2 miliardi di euro nel 2020, quotata a Francoforte, campione...

La strada è quella indicata dall’ad Alessandro Profumo (foto): guidare il consolidamento europeo. La mossa spazza via ogni eventuale scetticismo (dopo lo stop alla quotazione di Drs) ed è di significativa portata strategica: Hensoldt, 5.600 dipendenti e ricavi per 1,2 miliardi di euro nel 2020, quotata a Francoforte, campione tedesco nell’elettronica della Difesa, diventerà italo-tedesca con Leonardo che acquista il 21,5% (strappandolo a mire francesi, spagnole e svedesi) e affianca come maggior azionista, con una quota paritetica, la ‘cassaforte’ pubblica Kfw. La quotazione di Drs negli Usa resta in agenda: così, e "anche attraverso cessioni" – rassicura la società – "Leonardo manterrà una solida struttura finanziaria".

"Siamo entusiasti dell’investimento, come catalizzatore per la creazione di una collaborazione più stretta che rafforzerà ulteriormente le rispettive posizioni nel mercato dell’elettronica per la difesa previsto in crescita", commenta Profumo: "L’investimento riflette anche la visione di lungo periodo sull’importanza di costruire una cooperazione nell’industria europea dell’aerospazio e difesa e la determinazione di Leonardo di avere un ruolo attivo nel suo sviluppo". Non sfugge dunque il rafforzamento di un asse italo-tedesco nell’industria della Difesa: per il ministro Lorenzo Guerini è una "eccellente operazione nella direzione della cooperazione europea che sosteniamo". Soddisfazione espressa anche dai ministri Giancarlo Giorgetti (Mise) e Luigi Di Maio (Esteri). A cedere la quota di Hensoldt è Square Lux Holding II (fondo Kkr). L’operazione è stata chiusa a un prezzo di circa 606 milioni, 23 euro per azione.