Un’esperienza maturata con successo all’interno della banca e quindi, con un partner qualificato e leader del settore come Eudaimon, portata anche all’esterno per le aziende clienti e non clienti, i loro dipendenti e i loro familiari. Credem, una delle principali realtà del sistema creditizio italiano con sede a Reggio Emilia, quasi 700 filiali e centri imprese e negozi finanziari, ha attivato già nel 2014 un articolato progetto di welfare aziendale (‘Welfare per noi’) pensato e sviluppato allo scopo d rispondere ai bisogni di welfare e di conciliazione vita-lavoro dei quasi 6mila dipendenti del gruppo.

Con Eudaimon nel 2017, ricorda Alessandro Denti, responsabile commerciale sviluppo di Credem, è stata fatta una scelta strategica. Affidarsi a un partner storico e conosciuto per introdurre nelle aziende un piano che consente di convertire un premio di risultato attingendo a una gamma di servizi e prestazioni a supporto di diverse aree come protezione, supporto personale, salute e benessere, work life balance, potere d’acquisto e tempo libero. Riscontrata la reciproca soddisfazione si è deciso quindi di ampliare la partnership con Eudaimon offrendo i servizi di welfare anche alle aziende clienti con un potenziale di 8mila imprese e 1,1 milioni di persone.

L’offerta welfare di Credem, spiega Denti, si basa su tre pilastri. Il primo – già sperimentato positivamente con i dipendenti – riguarda la capacità di personalizzare l’offerta di servizi con un percorso che prevede una piattaforma creata a misura dell’azienda-cliente. La seconda caratteristica riguarda l’efficienza e la flessibilità di questo modello che si può integrare perfettamente alle iniziative eventualmente già presenti nelle aziende come, per esempio, le prestazioni per la scuola dei figli dei dipendenti o i buoni pasto. Eudaimon, aggiunge Denti, ha la capacità di integrare l’offerta e rendere le varie iniziative tutte fruibili da un’unica piattaforma. Una fruibilità immediata a richiesta del dipendente grazie anche a un call center sempre attivo.

Il terzo pilastro, non ultimo per importanza, è la capacità di innovare costantemente l’offerta di welfare riuscendo a costruire un percorso di welfare che si evolve immaginando anche la domanda futura. Il welfare del domani non sarà, e non solo, la polizza sanitaria, il bonus studio o la conversione del premio aziendale, ma la capacità di affrontare bisogni che magari possono presentarsi anche una, due o tre volte nella vita e che il dipendente non può risolvere da solo. Si pensi per esempio al tema della non autosufficienza (con la possibilità di avere, grazie a un network di cooperative sul territorio, anche l’indicazione su chi può subito prestare assistenza) piuttosto che la disponibilità di un esperto a distanza che sappia aiutare un figlio nell’orientamento al mondo del lavoro o nella scelta delle scuole superiori eo dell’Università. Ma innovare il welfare significa anche curare tutti gli aspetti che portano benessere ai dipendenti. Quindi l’informazione su una corretta alimentazione per il benessere fisico o, a livello sociale e psicologico, il modo di affrontare l’introduzione delle nuove tecnologie in azienda che cambiano tempi e modi di lavorare. Come banca, aggiunge Denti «abbiamo scelto di avere un’offerta dedicata di welfare per tutte le aziende clienti dai grandi gruppi industriali alle Pmi».

Circa il 40% delle aziende italiane ha attivato il un piano di welfare tramite una piattaforma volta a massimizzare il risparmio fiscale ma anche di minore qualità e servizi. L’offerta di Eudaimon invece riesce a soddisfare i bisogni delle aziende più semplici ma anche a costruire e personalizzare l’offerta di People Care per le realtà più esigenti e strutturate. «Una banca – conclude Denti –non può presentarsi sul mercato solo con i tradizionali servizi bancari ma deve porsi in maniera diversa portando un’offerta qualificata e diversificata. Compresa quella del welfare dove c’è ancora tanta storia da scrivere».