Il ceo di Crédit Agricole, Philippe Brassac, mentre presenta una trimestrale migliore del previsto, non scopre le carte su Banco Bpm e sui colloqui che sarebbero in corso, secondo indiscrezioni, nell’ambito del risiko che coinvolge il settore bancario nel nostro Paese. Secondo quanto riporta Bloomberg, Brassac, a latere della trimestrale, ha ricordato che "siamo molto ambiziosi sull’Italia da circa 30...

Il ceo di Crédit Agricole, Philippe Brassac, mentre presenta una trimestrale migliore del previsto, non scopre le carte su Banco Bpm e sui colloqui che sarebbero in corso, secondo indiscrezioni, nell’ambito del risiko che coinvolge il settore bancario nel nostro Paese. Secondo quanto riporta Bloomberg, Brassac, a latere della trimestrale, ha ricordato che "siamo molto ambiziosi sull’Italia da circa 30 anni" sottolineando che "la nostra priorità assoluta è avere capacità di crescita organica". Il ceo nel declinare qualsiasi commento sul Banco Bpm, ha aggiunto: "Abbiamo sempre affermato che siamo aperti alle opportunità".

Il gruppo bancario francese ha chiuso il terzo trimestre del 2020 con un utile netto di 1,77 miliardi di euro, in calo del 4,3% su un anno. Il margine di intermediazione è cresciuto del 3,1% in un anno, a 8,47 miliardi di euro. Dall’inizio della crisi, 560mila moratorie sono state concesse dal gruppo e 173.500 erano ancora attive al 16 ottobre. Crédit Agricole sottolinea come il 97% dei clienti interessati dalle moratorie abbia già ripreso i pagamenti.

In Italia, Crédit Agrigole ha realizzato, al 30 settembre 2020, un utile netto pari a 551 milioni di euro (-15% anno su anno) con un risultato di competenza del gruppo di 423 milioni. Il risultato netto dell’attività bancaria nel Paese è pari a 169 milioni. "L’andamento è influenzato da accantonamenti prudenziali a fronte della crisi Covid-19", evidenzia Crédit Agricole, che sottolinea anche come l’attività commerciale si confermi "dinamica, con una crescita del totale dei finanziamenti all’economia che sale a 78 miliardi e una raccolta totale che si assesta a 259 miliardi di euro".

Nei primi nove mesi dell’anno, il gruppo ha inoltre concesso oltre 37mila prestiti relativi al DL Liquidità e proseguito il protocollo di collaborazione con Sace "Garanzia Italia", volto a sostenere la ripresa del comparto produttivo. Il terzo trimestre evidenzia lo slancio dell’attività commerciale avviato nel mese di giugno, con produzione mensile tornata ai livelli pre-crisi.