di Elena Comelli Il ciclone del Covid-19 ha lasciato la sua impronta sui conti del colosso francese Crédit Agricole, che in Italia nel primo semestre ha registrato sull’insieme delle entità un utile netto di 334 milioni, in calo del 27% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il dato - spiega una nota - è influenzato dagli accantonamenti prudenziali a fronte della crisi pandemica. Nonostante la complessità del periodo, il gruppo guidato in Italia da Giampiero...

di Elena Comelli

Il ciclone del Covid-19 ha lasciato la sua impronta sui conti del colosso francese Crédit Agricole, che in Italia nel primo semestre ha registrato sull’insieme delle entità un utile netto di 334 milioni, in calo del 27% rispetto allo stesso periodo dell’anno scorso. Il dato - spiega una nota - è influenzato dagli accantonamenti prudenziali a fronte della crisi pandemica. Nonostante la complessità del periodo, il gruppo guidato in Italia da Giampiero Maioli (nella foto) ha continuato a investire sia a supporto del business sia in progetti innovativi e sostenibili, come i due Village, di Parma e Milano. Il sostegno alla clientela è confermato da finanziamenti all’economia in crescita a 77 miliardi di euro (+2,3% rispetto al primo semestre 2019) e da una raccolta totale che sale a oltre 256 miliardi di euro (+1,5%). Il Crédit Agricole è presente in Italia, suo secondo mercato domestico, con circa 14mila collaboratori e più di 4,5 milioni di clienti grazie alle attività composte, oltre che dal gruppo bancario propriamente detto, anche da una serie di società impegnate in servizi finanziari e di gestione del risparmio. Anche il gruppo bancario Crédit Agricole Italia ha presentato i risultati semestrali, che registrano un utile netto attestato a 97 milioni (-38%), dato che include rettifiche straordinarie prudenziali a fronte della crisi Covid-19 per 108 milioni. Il risultato sarebbe pari a 121 milioni escludendo il contributo al Fondo di Risoluzione e gli oneri straordinari per l’emergenza. L’aumento degli impieghi del 5% rispetto a fine 2019 dimostra il tradizionale impegno a fianco di famiglie e imprese, affiancato dalle misure messe in campo per aiutare il tessuto economico e sociale di fronte all’emergenza. All’insorgere della crisi, il gruppo si è immediatamente attivato mettendo a disposizione 0,8 miliardi a più di 86mila clienti tra moratorie, prestiti e finanziamenti garantiti dallo Stato, già stanziati per 2 miliardi. Nei mesi dell’emergenza il gruppo ha costituito una task force dedicata con più di 120 persone, che si sono occupate di gestire le mutate esigenze della clientela, ed è riuscito ad aprire il Village by CA Parma, che sarà inaugurato ufficialmente ad ottobre. A fine giugno è stato inaugurato anche un hub a Brescia, che segue quelli già aperti in altre regioni d’Italia, per offrire in un luogo unico tutti i servizi.