di Achille Perego Un 2020 più che positivo tenendo conto dell’effetto pandemia. È quello archiviato dal gruppo Crédit Agricole con un utile netto di 4,68 miliardi, in calo del 34%, ma con profitti sottostanti per 6,7 miliardi e proventi operativi netti per 34. Un risultato – per cui sarà proposto un dividendo di 80 cent per azione – che per il presidente Dominique Lefebvre "dimostra la forza del modello e la...

di Achille Perego

Un 2020 più che positivo tenendo conto dell’effetto pandemia. È quello archiviato dal gruppo Crédit Agricole con un utile netto di 4,68 miliardi, in calo del 34%, ma con profitti sottostanti per 6,7 miliardi e proventi operativi netti per 34. Un risultato – per cui sarà proposto un dividendo di 80 cent per azione – che per il presidente Dominique Lefebvre "dimostra la forza del modello e la rilevanza dell’azione", e a cui ha contribuito l’attività in Italia. Il secondo mercato domestico per la "banca verde" francese dove Crédit Agricole Italia è presente con 14mila collaboratori e circa 4,6 milioni di clienti. E dove ha conseguito nel 2020 un risultato netto aggregato di 737 milioni (-13%), di cui 571 di pertinenza, nonostante gli accantonamenti prudenziali a fronte della crisi Covid.

A livello di gruppo bancario, l’utile netto è stato di 206 milioni (-34% ma con 192 milioni di rettifiche per il derisking e i futuri impatti da Covid sui crediti), mentre escludendo i contributi sistemici e gli oneri straordinari per la pandemia, il risultato sarebbe stato di 264 milioni. "L’attività commerciale – spiega una nota del gruppo guidato in Italia da Giampiero Maioli – si conferma dinamica, con una crescita del totale dei finanziamenti all’economia salita a 77,6 miliardi (+2%) e una raccolta totale a 270 (+3%)". A sostegno di famiglie e imprese sono stati messi a disposizione e già erogati 2,4 miliardi su prestiti garantiti dallo Stato oltre che un plafond di 10,8 miliardi di moratorie.

L’attività commerciale è tornata ai livelli pre-crisi con il quarto trimestre che ha registrato il livello più alto di ricavi da inizio anno e segnato un record di produzione con una crescita del 9% sia dei mutui sia del collocamento di prodotti legati al wealth management. Nell’annunciare i risultati, che confermano "la capacità di generare redditività nonostante la pandemia", viene ribadita la validità dell’Opa in contanti (fino a 737 milioni) lanciata a novembre sul Credito Valtellinese e che dovrebbe partire in primavera, per cui il deputy ceo Xavier Musca ha espresso "particolare fiducia".