Giampiero Maioli, classe 1956, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia
Giampiero Maioli, classe 1956, amministratore delegato di Crédit Agricole Italia
di Achille Perego Un 2020 più che positivo tenendo conto dell’effetto pandemia. È quello archiviato dal gruppo Crédit Agricole con un utile netto di 4,68 miliardi, in calo del 34%, ma con profitti sottostanti per 6,7 miliardi e proventi operativi netti per 34. Un risultato – per cui sarà proposto un dividendo di 80 cent per azione – che per il presidente Dominique Lefebvre "dimostra la forza del modello e la...

di Achille Perego

Un 2020 più che positivo tenendo conto dell’effetto pandemia. È quello archiviato dal gruppo Crédit Agricole con un utile netto di 4,68 miliardi, in calo del 34%, ma con profitti sottostanti per 6,7 miliardi e proventi operativi netti per 34. Un risultato – per cui sarà proposto un dividendo di 80 cent per azione – che per il presidente Dominique Lefebvre "dimostra la forza del modello e la rilevanza dell’azione", e a cui ha contribuito l’attività in Italia. Il secondo mercato domestico per la "banca verde" francese dove Crédit Agricole Italia è presente con 14mila collaboratori e circa 4,6 milioni di clienti. E dove ha conseguito nel 2020 un risultato netto aggregato di 737 milioni (-13%), di cui 571 di pertinenza, nonostante gli accantonamenti prudenziali a fronte della crisi Covid.

A livello di gruppo bancario, l’utile netto è stato di 206 milioni (-34% ma con 192 milioni di rettifiche per il derisking e i futuri impatti da Covid sui crediti), mentre escludendo i contributi sistemici e gli oneri straordinari per la pandemia, il risultato sarebbe stato di 264 milioni. "L’attività commerciale – spiega una nota del gruppo guidato in Italia da Giampiero Maioli – si conferma dinamica, con una crescita del totale dei finanziamenti all’economia salita a 77,6 miliardi (+2%) e una raccolta totale a 270 (+3%)". A sostegno di famiglie e imprese sono stati messi a disposizione e già erogati 2,4 miliardi su prestiti garantiti dallo Stato oltre che un plafond di 10,8 miliardi di moratorie.

L’attività commerciale è tornata ai livelli pre-crisi con il quarto trimestre che ha registrato il livello più alto di ricavi da inizio anno e segnato un record di produzione con una crescita del 9% sia dei mutui sia del collocamento di prodotti legati al wealth management. Nell’annunciare i risultati, che confermano "la capacità di generare redditività nonostante la pandemia", viene ribadita la validità dell’Opa in contanti (fino a 737 milioni) lanciata a novembre sul Credito Valtellinese e che dovrebbe partire in primavera, per cui il deputy ceo Xavier Musca ha espresso "particolare fiducia".