L’emergenza Coronavirus ha messo in ginocchio le aziende agricole, a causa della mancanza di manodopera nei campi. Per reperire più agevolmente lavoratori, soprattutto stagionali, nasce in Veneto, ‘IncontraLavoro Agricoltura’, una piattaforma di incrocio tra domanda e offerta per manodopera per campi, serre e aziende agricole. A gestirla è l’ente strumentale Veneto Lavoro, attraverso i 39 Centri per l’impiego che fanno da intermediari tra le offerte delle aziende e le candidature dei disoccupati iscritti, dei cassaintegrati, di studenti e pensionati. La piattaforma è stata presentata in videoconferenza dall’assessore regionale all’Agricoltura del Veneto, Giuseppe Pan, insieme al direttore di Veneto Lavoro, Tiziano Barone (nella foto), ai sindacati e ai componenti del ‘Tavolo Verde’. Hanno partecipato anche i presidenti regionali di Coldiretti, Confagricoltura, Cia, Agriveneto, Confcooperative e Legacoop e i rappresentanti dei tre sindacati di categoria Andrea Gambillara (Flai Cgil), Andrea Zanin (Fai Cisl) e Giuseppe Bozzini (Uila Uil).

Direttore Barone, come funziona il servizio?

"Veneto Lavoro si occupa della preselezione dei candidati e invia alle imprese interessate curriculum e disponibilità dei singoli. Gli enti bilaterali accreditati o autorizzati collaboreranno, fornendo garanzie sul rispetto delle norme contrattuali e dei requisiti di sicurezza per i lavoratori, la formazione minima necessaria, e sulla disponibilità di servizi di trasporto per raggiungere le sedi di lavoro. Le aziende possono mandarci una mail con la richiesta di personale o farlo attraverso il nostro portale: www.cliclavoroveneto.it".

Quanti sono i disoccupati che potranno usufruire di questa opportunità?

"Si parla di una platea di circa 140.000 persone, di cui 100mila in cassa integrazione in deroga e circa 12.500 che percepiscono il reddito di cittadinanza".

Il progetto sta avendo successo?

"Sì. La registrazione di offerte di lavoro è già iniziata e, solo nella prima settimana, abbiamo raccolto 170 offerte di lavoro per l’immediato, da 32 aziende agricole, e abbiamo proposto 320 lavoratori con relativo curriculum e raccolto centinaia di domande da parte di aspiranti braccianti agricoli. L’ente bilaterale veronese ‘Agri Bi’ ha già segnalato in totale 250 ‘vacancy’, cioè richieste da parte delle aziende, anche per periodi successivi e non solo per i prossimi mesi".

A cosa si deve questa grande richiesta di manodopera nei campi?

"Il dato da rilevare è che, a causa dell’impossibilità a spostarsi tra Paesi, l’agricoltura non può approvvigionarsi di personale all’estero e si trova in grande difficoltà: perciò si è venuti incontro, con lo strumento ‘IncontraLavoro Agricoltura’, a un’esigenza reale e urgente delle aziende".

Perché chi percepisce il sussidio di disoccupazione, la cassa integrazione o il reddito di cittadinanza dovrebbe voler lavorare stagionalmente nei campi?

"I disoccupati hanno interesse a rientrare nel circuito del lavoro, a mantenersi attivi, e i titolari del Reddito di cittadinanza sono comunque disoccupati. Qualsiasi lavoro serve a rimettersi in gioco e a sentirsi utile: questo è molto importante. Infatti, da parte dei cassaintegrati, abbiamo molti segnali di interesse a riprendere il lavoro. In più, in questa circostanza, è stata sospesa la condizionalità: vuol dire che si può rifiutare il lavoro offerto senza incorrere in conseguenze di nessun tipo. In questa fase, è importante guardare positivamente all’occasione di impiego per non perderla, in più assicuriamo un lavoro trasparente e pulito".

È anche un modo per contrastare il caporalato?

"Assolutamente sì. ‘IncontraLavoro Agricoltura’ è un sistema che aiuta a combatterlo. L’offerta di lavoro, in questo modo, è trasparente, perché passa attraverso i nostri canali. Così come è assicurato ai lavoratori, in questo periodo di emergenza da Coronavirus, di poter operare in sicurezza con i dispositivi di protezione e le norme igieniche adeguate".

Questo nuovo strumento ha registrato anche il consenso delle organizzazioni sindacali?

"Sì. È stato firmato un protocollo d’intesa tra assessorato all’Agricoltura del Veneto, le parti sociali datoriali e sindacali. In più, oltre alle aziende, possono inoltrare le offerte di lavoro anche gli enti bilaterali dell’agricoltura, che le raccolgono e le mandano a noi".