Spiaggia, mare: foto d'archivio (Dire)
Spiaggia, mare: foto d'archivio (Dire)

Roma, 26 maggio 2020 - La profonda crisi economica innescata dall'epidemia di Coronavirus in Italia si riflette sulla fisucia e sui consumi. Da un rapporto di Confcommercio-Censis emerege che per le vacanze estive, oltre la metà delle famiglie non ha fatto programmi e il 30% ha già deciso che resterà a casa. Solo il 9,4% ci andrà ma con durata e budget ridotti. A regnare al momento è l'incertezza. La percentuale di coloro che resteranno a casa non avendo la disponibilità economica sale al 57% per i livelli socio economici bassi.

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Inoltre durante la fase di lockdown alcune attività specifiche sono state impedite e questo ha determinato, tra chi le aveva previste, la rinuncia ad alcune spese: circa la metà delle famiglie ha dovuto rinunciare definitivamente a periodi di vacanza già programmati e il 23% all'acquisto di beni durevoli, come mobili, elettrodomestici, auto. Per molte famiglie invece non si è trattato di una rinuncia definitiva, ma di un rinvio alla fine dell'emergenza.

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Del resto dopo un 2019 chiuso in forte rallentamento, il 2020 è iniziato - secondo l'Ufficio Studi Confcommercio - con un calo tendenziale del Pil del 4,8% nel primo trimestre e con veri e propri crolli ad aprile e maggio stimati, rispettivamente, in un -24% e -16%.

La crisi da Covid-19 "si è abbattuta su un'economia già fortemente debilitata: tra il 2007 e il 2019, infatti, ciascun italiano ha perso oltre 21.600 euro di ricchezza", sottolinea il rapporto. "Un conto molto salato, prevalentemente a causa delle forti perdite di ricchezza immobiliare e finanziaria, alla cui cifra complessiva contribuisce anche una significativa contrazione di consumi pari a circa 900 euro procapite", si legge.

Tornando alla situazione di questi mesi, a causa della crisi sanitaria e del conseguente lockdown, il 42,3% delle famiglie ha visto ridursi l'attività lavorativa e il reddito, il 25,8% ha dovuto sospendere del tutto l'attività, il 23,4% è finito in Cig. Quasi 6 famiglie su 10 nutrono il timore di perdere il posto di lavoro, evidenzia il rapporto.