L'impatto del Coronavirus sul settore del turismo
L'impatto del Coronavirus sul settore del turismo

Roma, 5 maggio 2020 - Per salvare il turismo, a cominciare dal settore alberghiero, il governo deve trovare una sintesi tra le ragioni dei medici e quelle degli imprenditori. E consentire, con tutte le cautele, la circolazione delle persone tra le regioni. Nello stesso tempo, deve "iniettare liquidità immediata. Ma liquidità ’vera’, a fondo perduto, senza procedure complicate e burocrazie acrobatiche, venendo incontro agli albergatori sulle scadenze fiscali: come si può pagare l’Imu se non si lavora da mesi?". Bernabò Bocca, presidente di Federalberghi, vede nero (o almeno grigio scuro) sull’estate prossima ventura. Detta la ricetta per salvare il salvabile ma non risparmia critiche al governo: "Dove sono i 400 miliardi promessi alle imprese? Nessuno ha visto materialmente un euro. La politica degli annunci crea false aspettative e confusione".

Presidente, l’estate è alle porte. Il turismo chiede di poter riaprire le attività. È possibile una ripartenza last minute?
"Potremmo riaprire, dimenticandoci il turismo straniero, solo quando verrà consentito alle persone di muoversi da una regione all’altra. Come farlo? Noi di Federalberghi abbiamo inviato una proposta di protocollo sanitario e vorremmo che venisse in qualche modo ‘bollinata’".

Quali i punti chiave?
"Abbiamo proposto protocolli sanitari all’interno delle strutture alberghiere (guanti, mascherine, sanificazione, ecc.) che siano una giusta sintesi tra la salute dei dipendenti e dei clienti, che è prioritaria, e l’operatività dell’albergo. Se si pensa, invece, che gli italiani vadano in vacanza in ‘ospedale’, ce lo dicano subito: per dire ai nostri 27mila alberghi di non aprire, ci basta un clic".

Dunque, senza circolazione almeno in Italia e senza protocolli ’accettabili’, niente riaperture?
"Senza queste condizioni è impossibile aprire. Ma, se si vuole fare sul serio, vanno rese operative in fretta. Siamo ai primi di maggio, gli alberghi si stanno organizzando per riaprire, penso, a metà giugno. Ma questo significa assumere personale, verificare impianti e tanto altro. Servono almeno 20-25 giorni di tempo. Le condizioni devono cambiare rapidamente. Gli stranieri non vengono, dalle altre regioni non vengono. Ho un albergo a Roma, non apro una macchina con cento dipendenti per avere forse un cliente di Rieti".

Un’estate con gli alberghi chiusi è inimmaginabile...
"Sulle attività annuali stimiamo la perdita almeno del 70% del fatturato, su quelle stagionali dipende dalle aperture, ma rischiamo il disastro. Se io, governo, ti brucio l’attività di giugno e ti lascio a malapena luglio e agosto con le scuole che riaprono a inizio settembre, che possibilità resta?".

Dal governo si obietta che sono stati mobilitati centinaia di miliardi per garantire liquidità alle imprese.
"Dei soldi finora ‘strombazzati’ dal governo, nelle tasche dei lavoratori e degli imprenditori non è arrivato neanche un euro. La cassa integrazione, 25 miliardi, viene di fatto anticipata dagli imprenditori. E i 400 miliardi delle garanzie pubbliche per i prestiti vorrei sapere dove sono finiti. Le imprese, in realtà, non hanno un euro in cassa e devono pagare anche l’Imu. E il governo che fa? Chiede alle imprese di indebitarsi a sei anni".