Andrea Riffeser Monti (Ansa)
Andrea Riffeser Monti (Ansa)

Roma, 8 maggio 2020 - Il virus sta lentamente allentando la sua morsa ma gli effetti economici della crisi iniziano proprio adesso a farsi vedere in tutta la loro crudezza. Ecco il motivo che ha spinto la Fieg, la federazione italiana editori giornali, a chiedere che vengano prese in considerazione le istanze del settore. Dal canto loro gli editori si impegnano a offrire spazi di comunicazione alle imprese, così che il ’Sistema Italia’ possa quanto prima essere rilanciato. Mentre nel frattempo si muovono le cose anche in Parlamento, con la presentazione di alcuni emendamenti da parte di diverse forze politiche.

"Le notizie del rischio di cessazione di pubblicazioni di storiche testate editoriali – ha sottolineato il presidente della Fieg Andrea Riffeser Monti – con la conseguente perdita di posti di lavoro e di impoverimento del pluralismo dimostrano la necessità di interventi immediati e di risorse significative a fondo perduto per bilanciare la grave riduzione dei ricavi causata dall’emergenza Covid-19". Secondo Riffeser "il fondo è necessario anche per accelerare la transizione al digitale e per salvaguardare la filiera dell’informazione che dà lavoro a 90.000 persone, con l’impegno delle aziende a offrire spazi di comunicazione per il rilancio del Sistema Italia. In questo momento così delicato, il Paese non può rischiare una drastica riduzione delle risorse necessarie per garantire la qualità dell’informazione fornita ai cittadini".

A sostegno dell’editoria, così presente in questo momento difficile (aziende editoriali, giornalisti, tipografi, edicolanti non hanno smesso di lavorare nemmeno nei momenti più duri della crisi), sono scese in campo anche diverse forze politiche. Alcuni deputati della Lega (Capitanio, Maccanti, Cecchetti, Di Muro) hanno presentato un emendamento all’articolo 13 del dl Liquidità in cui si chiede proprio che venga riconosciuto al settore editoriale un sostegno di 400 milioni a fondo perduto.

Richiesta analoga da Fd’I col deputato Federico Mollicone che ha proposto di dotare i giornali di un contributo di 200 milioni (emendamento inserito nel dl Liquidità), chiedendo poi al governo e in particolare al sottosegretario Andrea Martella che nel dl Maggio possa essere presa finalmente in considerazione la richiesta avanzata dalla Fieg di un sostegno di 400 milioni.