Coronavirus, crolla la Borsa italiana (Imagoeconomica)
Coronavirus, crolla la Borsa italiana (Imagoeconomica)

Milano, 9 marzo 2020 - E' un lunedì nerissimo, da incubo per le Borse mondiali, Europa compresa, a causa dell'epidemia planetaria del coronavirus e del crollo del prezzo del petrolio.

Milano -11%

Giornata da dimenticare per Piazza Affari: l'indice Ftse Mib ha chiuso in calo dell'11,17% a 18.475 punti, dopo un minimo di giornata a quota 18.346. Si tratta del secondo maggiore ribasso in una sola seduta dalla nascita dell'indice nel 1998 dopo quella successiva al referendum sulla Brexit del 24 giugno 2016.  Lo spread in apertura di giornata ha toccato anche i 216 punti che poi ripiegare leggermente. Il massimo è stato a quota 230, poi 220.

Francoforte ha chiuso a meno 7,89%, Londra è crollata del 7,51%, Parigi dell'8,39%, Madrid dell'8,10%.

Europa, bruciati 608 miliardi

Per le Borse europee è una delle sedute peggiori della storia recente che ha portato a un crollo dell'indice StoxxEurope600, che raggruppa i principali titoli quotati sui listini del Vecchio continente, del 7,4%, che equivale a 608 miliardi 'bruciati' in una giornata. A Milano, solo nel paniere Ftse Mib dei gruppi maggiori, sono andati persi 51 miliardi di capitalizzazione.

Tonfo Wall Street

Perdite pesantissime anche a Wall Street. Il Dow Jones chiude in calo del 7,83% a 23.839,53 punti, il Nasdaq cede il 7,29% a 7.950,68 punti mentre lo S&P 500 lascia sul terreno il 7,67% a 2.745,70 punti. E' la peggiore seduta dal 2008. Trump ha invitato i top manager mercoledì alla Casa Bianca per discutere dell'emergenza sanitaria globale che sta facendo colare a picco i listini. Lo riferisce Cnbc, che cita una fonte dell'amministrazione Usa. 

Consob: niente stop a scambi

La Consob interviene a metà giornata ribadendo il no allo stop delle contrattazioni dopo le richieste di alcune parti politiche di chiusura di Piazza Affari: Consob "non ha evidenza che gli andamenti della Borsa italiana siano riflesso di attacchi speculativi, salvo che non si voglia attribuire a questo termine la reazione degli operatori alle incertezze sul futuro generate dagli effetti del coronavirus sull'economia. Questi effetti non sono correggibili con decisioni restrittive di Borsa, soprattutto se queste avvenissero in modo indipendente dai paesi membri dell'Unione Europea che sono investiti dagli stessi problemi che colpiscono l'Italia". Poi si fa notare da Borsa Italiana che Piazza Affari rimase operativa anche durante la guerra.

Intanto, mentre i mercati crollano, Ursula von der Leyen, presidente della Commissione Ue, dice che si sta valutando la flessibilità del Patto di stabilità. E interviene anche l'Fmi: "Servono risposta coordinata e misure forti".

I mercati asiatici

Pessime notizia arrivano dai mercati asiatici.  Le Borse cinesi, oltre ai timori sulla diffusione del Covid-19, accusano soprattutto un tonfo per il tracollo del petrolio dopo il mancato accordo all'Opec e la guerra dei prezzi avviata dall'Arabia Saudita che, sfidando la Russia, ha deciso di aumentare la produzione e di tagliare i prezzi: l'indice Composite di Shanghai cede il 3,01%, a 2.943,29 punti, mentre quello di Shenzhen perde il 3,79%, a quota 1.842,66.

Ma non è andata meglio sulle altre piazze. Tokyo ha chiuso in profondo rosso con l'indice Nikkei dei 225 titoli guida che ha segnato un ribasso del 5.07% a 19.698,76 punti. A Hong Kong l'indice Hang Seng perde oltre il 4%. La Borsa australiana ha registrato il giorno peggiore dalla crisi finanziaria globale: a Sydney l'indice Asx ha lasciato sul campo il 7.3%. Seul crolla a -4.2%. Il crollo del prezzo del petrolio affonda le Borse dei paesi del Golfo. I listini di Arabia Saudita (-9.2%), Dubai Abu Dhabi, Qaìtar e Kuwait, già in difficoltà ieri, accusano perdite fra l 7 e il 9%. Il gigante petrolifero saudita Aramco che ieri era sceso sotto il prezzo dell'Ipo, lascia sul terreno un 10%. 

Europa, giornata da incubo

Nei primi scambi l'indice di riferimento londinese Ftse 100 cede l'8,2% a 5.935,21 punti, rispetto al livello di chiusura di venerdì. Il Dax 30 di Francoforte ha perso l'8,1% a 10.607,80 punti e il Cac 40 di Parigi e' sceso del 4,2% a 4.921,91. Oslo è in picchiata a -12%. Madrid - 7%. Nel corso della mattina l'eurostoxx 50 cede il 6,85% sui livelli di gennaio 2019. Tra le singole Piazze, Londra lascia sul terreno il 5,91%, Parigi il 5,77%, e Francoforte il 6,76%. Nel pomeriggio Parigi - 7.97%, Francoforte -7.8%, Madrid -8.15% e Londra - 7.6%.

Crolla il prezzo del petrolio

I prezzi del petrolio sono andati a picco sui timori di una guerra petrolifera dopo il mancato accordo tra Opec e Russia per un nuovo taglio della produzione e il sostegno ai prezzi. Il petrolio Wti ha chiuso in in ribasso del 24,6% a 31,13 dollari al barile, ai minimi degli ultimi quattro anni; si tratta della seconda peggiore giornata da quando il Wti, nel 1983, ha cominciato a essere quotato al Nymex, dopo il 17 gennaio del 1991 (scoppio della guerra del Golfo)

L'Euro ai massimi sul dollaro

L'Euro continua la sua corsa sul dollaro e sfiora quota 1.15 dollari ai massimi dal gennaio 2019. A fine mattinata ripiega a 1.1418 dollari

Ue: "Valutiamo flessibilità patto"

"Sono due gli approcci per fronteggiare l'impatto economico della diffusione del coronavirus: flessibilità per il patto di stabilità e fondi". Lo ha detto la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen in una conferenza stampa. Quanto alla flessibilità sui bilanci pubblici "esploriamo - ha detto - tutta la possibilità esistente e anche sugli aiuti di Stato relativamente alle circostanze eccezionali" dovute al coronavirus.

Come ha già detto l'Eurogruppo "siamo pronti a usare diversi strumenti di policy per sostenere la nostra economia europea in questa complicata situazione, quindi lavoreremo con gli Stati membri per coordinare le necessarie misure economiche", ha detto il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. "Le soluzioni ovviamente dipendono da come l'epidemia evolve", ha aggiunto.

Interviene anche l'Fmi

Per il Fondo Monetario Internazionale servono "una risposta coordinata e misure forti". Nello specifico "Le banche centrali dovrebbero essere pronte a offrire ampia liquidità alle banche e alla società finanziarie non bancarie, soprattutto quelle che concedono prestiti alle piccole e media imprese". Lo afferma il capo economista del Fmi, Gita Gopinath, sottolineando che "più ampi stimoli monetari come tagli dei tassi di interesse e acquisti di asset possono sostenere la fiducia e sostenere i mercati finanziari se c'è il rischio di una stretta".