Lavoro
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Roma, 12 giugno 2020 - Via libera da parte dell’agenzia delle Entrate alla corsa per le domande al fondo perduto previsto dal decreto Rilancio, che va dai 1.000 euro per le persone fisiche ai 2mila euro per le società. Come detto dal ministro dell’Economia, Roberto Gualtieri, sono arrivati nella serata di mercoledì 10 giugno il modello e le istruzioni dell’Agenzia delle Entrate per la presentazione delle domande in via telematica. Il canale si aprirà nel pomeriggio di lunedì 15 giugno e si chiuderà il 13 agosto. È previsto un arco di tempo maggiore, invece, nel caso in cui il soggetto richiedente sia un erede che continua l’attività per conto del soggetto deceduto: l’istanza può essere presentata a partire dal 25 giugno e non oltre il 24 agosto.

Il fondo perduto

Il Decreto Rilancio (articolo 25) ha previsto un contributo a fondo perduto (quindi senza obblighi di restituzione e senza che incida sul reddito) a favore delle imprese e delle partite Iva colpite dalle conseguenze economiche del lockdown. L’Agenzia delle Entrate ha fornito le attese istruzioni, la guida e il modulo (www.agenziaentrate.gov.it) per richiedere il bonus per via telematica a partire dal pomeriggio di lunedì 15 giugno. Le istanze potranno essere inviate all’Agenzia fino al 24 agosto

A chi spetta

Il contributo può essere richiesto dalle imprese, dalle partite Iva o dai titolari di reddito agrario, a patto che siano in attività alla data di invio dell’istanza. Il decreto Rilancio ha infatti precisato che non possono fruire del bonus coloro che hanno cessato l’attività alla data di presentazione della domanda. Sono esclusi anche gli iscritti agli enti di diritto privato di previdenza obbligatoria (le cosiddette casse previdenziali), gli intermediari finanziari e le società di partecipazione, i soggetti che fruiscono del bonus professionisti e del bonus lavoratori dello spettacolo

I requisiti

La guida dell’Agenzia spiega nel dettaglio quali sono le condizioni per ottenere il contributo. In particolare devono essere soddisfatti due requisiti. Il primo consiste nell’aver conseguito nel 2019 ricavi o compensi non superiori a cinque milioni di euro. 
Il secondo è che l’ammontare del fatturato di aprile 2020 sia inferiore ai due terzi dell’analogo ammontare dell’aprile 2019. Quindi se ad aprile 2019 
i ricavi/compensi fossero stati di 10mila euro, ad aprile 2020 devono essere stati inferiori a 6.667 euro.

I fondi

Il parametro della riduzione dei ricavi non è vincolante se l’attività è iniziata al 1° gennaio 2019. In questo caso il contributo (con un minimo di 1.000 euro per le persone fisiche e di 2.000 per i soggetti diversi dalle persone fisiche) spetta a prescindere dal calo del fatturato. La stessa agevolazione è prevista per chi abbia domicilio fiscale o sede operativa nel territorio di Comuni colpiti da eventi calamitosi (sisma, alluvione, crollo strutturale), ancora in emergenza al 31 gennaio 2020

L'erogazione

In caso di accettazione dell’istanza, il contributo verrà accreditato sull’Iban comunicato da chi invia la domanda. Per contributi richiesti oltre i 150mila euro è previsto l’invio via Pec con firma digitale e la presentazione di un’autocertificazione di regolarità antimafia. È possibile inviare nuove istanze sostitutive se quelle precedenti non sono ancora state accolte o scartate ma anche un’istanza di rinuncia. In caso di bonus non spettante si applica la sanzione dal 100 al 200% e la pena della reclusione da 6 mesi a 3 anni

Come richiederlo

Il bonus potrà essere richiesto – anche da intermediari – compilando elettronicamente una specifica istanza. Per predisporla e trasmetterla si potrà usare un software e il canale telematico Entratel/Fisconline o una specifica procedura web, nell’area riservata del portale Fatture e corrispettivi. Sarà possibile accedere alla procedura con le credenziali Fiscoonline o Entratel dell’Agenzia oppure tramite Spid o mediante la Carta nazionale dei servizi. Per ogni domanda, il sistema dell’Agenzia effettuerà due elaborazioni relative ai controlli formali e sostanziali il cui esito sarà comunicato

Come si calcola

Alla differenza fra il fatturato o i corrispettivi del mese di aprile 2020 e il valore corrispondente di aprile 2019 si applica una specifica percentuale in relazione all’ammontare di ricavi e compensi. Se questi ultimi non superano i 400mila euro, il bonus riguarda il 20% della differenza. Se i fatturati non superano la soglia del milione di euro, la percentuale è del 15% e infine da 1 milione a 5 milioni, si scende al 10%. Per chi ha iniziato l’attività a gennaio 2019, spetta comunque il contributo minimo