Martedì 23 Luglio 2024
CLAUDIA MARIN
Economia

Contratti a termine. Il governo cambia: non serve la causale sotto i dodici mesi

Svolta sul lavoro, smontato il decreto Dignità varato dal Conte II. Criteri meno rigidi sul tempo determinato: si può arrivare fino a 2 anni: ipotesi incentivo del 60% sulla retribuzione per assumere under 30

Roma, 17 aprile 2023 – Contratti a tempo determinato più liberi e senza il vincolo dei 12 mesi previsto dal decreto Dignità di matrice grillina. Ma anche nuovi incentivi per l’assunzione dei Neet, i giovani che non studiano e non lavorano. E tutele sul lavoro, con garanzie di copertura Inail, per i ragazzi che fanno stage e partecipano alle esperienze in azienda di alternanza scuola-lavoro. Sono questi i capisaldi del ‘pacchetto lavoro’ messo a punto dal ministero guidato da Marina Calderone, come capitolo a se stante all’interno del decreto legge che rivoluziona il Reddito di cittadinanza.

I contratti di lavoro in Italia
I contratti di lavoro in Italia

Il decreto Dignità del 2019 ha previsto, per i contratti di durata superiore ai 12 mesi, nonché per le proroghe e i rinnovi, l’apposizione di causali stringenti, come la sussistenza di condizioni straordinarie, imprevedibili o comunque eccezionali rispetto all’organizzazione produttiva. La scelta, però, per molteplici situazioni si è rivelata un boomerang, perché ha portato all’interruzione di migliaia di rapporti di lavoro, una volta esaurito il termine prefissato.

Tant’è che durante la pandemia si sono ritrovati a casa senza stipendio e senza ammortizzatori migliaia di lavoratori. Da qui l’allentamento dei limiti, nella fase della ripresa, ma solo in chiave provvisoria, con un progressivo allentamento delle rigidità delle causali, fino alla possibilità della loro omissione, proprio per venire incontro a esigenze occupazionali, giocoforza temporanee, alla luce delle incertezze fisiologiche del mercato del lavoro.

Con il nuovo provvedimento, dunque, si punta a dare un assetto più o meno definito al contratto a tempo determinato "nell’ottica di contemperare il suo ragionevole contenimento" con le esigenze di flessibilità dei cicli produttivi. Da qui l’introduzione della possibilità di arrivare a 24 mesi di durata dei contratti per ragioni tecniche, organizzative e produttive, che potranno essere riconosciute dalla contrattazione collettiva, anche aziendale, o dalla certificazione di organismi ad hoc, le commissioni di certificazione. Salvo che non si tratti di sostituzione di lavoratori, nel qual caso si può arrivare liberamente a 24 mesi. Senza contare, però, che con ulteriori motivazioni si potrà arrivare anche a 36 mesi come confine massimo.

Il progetto punta a incentivare le assunzioni a tempo indeterminato da parte dei datori di lavoro riconoscendo un bonus da scontare mese per mese, sul 60% della retribuzione degli under 30 che non lavorato e non studiano. È però previsto un tetto alla spesa complessiva di soli 80 milioni, per ridurre i rischi sui conti pubblici. Così quando tutto sarà pronto il meccanismo sarà quello del click day e una volta esauriti i fondi bisognerà attendere un rifinanziamento.

La misura vale il 60% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali e dovrebbe decorrere per le assunzioni effettuate dal primo giugno a fine anno. Secondo la relazione tecnica, favorirà circa 70mila nuove assunzioni di giovani con una retribuzione media mensile di 1.300 euro.

Una novità di questo incentivo è che è cumulabile con l’esonero totale (triennale) per nuove assunzioni (incluse le trasformazioni di rapporti a termine) a tempo indeterminato di under 36 effettuate dal 1° gennaio al 31 dicembre 2023, prorogato dall’ultima legge di Bilancio, ma anche con altri esoneri o riduzioni delle aliquote di finanziamento previsti dalla normativa vigente (ovviamente limitatamente al periodo di applicazione degli stessi).

In caso di cumulo con altra agevolazione, l’incentivo è però riconosciuto nella misura del 20% della retribuzione mensile lorda imponibile ai fini previdenziali per ogni lavoratore Neet assunto.