Fca, Mike Manley in un'immagine d'archivio (Lapresse)
Fca, Mike Manley in un'immagine d'archivio (Lapresse)

Roma, 25 luglio 2018 - Il giorno dell'addio a Sergio Marchionne, morto oggi a 66 anni, è anche quello del debutto del successore Mike Manley e degli ultimi conti di Fca: debito azzerato, liquidità netta di 500 milioni, utile netto adjusted del 2018 a 5 miliardi, utile netto del trimestre -35%. Dopo la diffusione dei dati, il titolo si avvita in Borsa. Poi torna agli scambi dopo essere finito in asta per eccesso di ribasso. Alla fine ha chiuso a -15,5%, a 13,99 euro, ai minimi dall'ottobre 2017. Male anche Exor (-3,49%), Ferrari (-2,19%) e Cnh (-0,27%). Il secondo trimestre 2018 è stato difficile per Fca, ha detto il nuovo amministratore delegato, nella conference call con gli analisti finanziari. "Marchionne aveva detto che sarebbe stato un trimestre difficile ed è stato così", ha spiegato. Manley ha aggiunto che "ci sono stati anche elementi positivi". Fca ha azzerato il debito e per la prima volta presenta una liquidità netta industriale pari a 456 milioni di euro. Si tratta, commenta una nota dell'azienda, di "una pietra miliare per il gruppo".

Sergio Marchionne e Barack Obama nel 2010 (Ansa)

Ferrari abbassa le bandiere a lutto / FOTO

I CONTI - Fca ha registrato un utile netto di 1,775 miliardi di euro nel primo semestre dell'anno. Il dato è sostanzialmente in linea con gli 1,796 miliardi raggiunti nello stesso periodo del 2017. Nel solo secondo trimestre l'utile netto è risultato pari a 754 milioni, in deciso calo rispetto agli 1,155 miliardi dei secondi tre mesi dell'anno scorso. L'utile netto adjusted del semestre risulta in crescita del 15% a 2,019 miliardi, mentre quello del secondo trimestre è in calo del 9% a 981 milioni. L'Ebit adjusted del I semestre peggiora del 4% a 3,266 miliardi, mentre quello trimestrale si riduce dell'11% a 1,655 miliardi. Sull'utile netto adjusted trimestrale, afferma Fca, ha influito la "minore performance operativa parzialmente compensata dalla riduzione degli oneri finanziari netti e delle imposte sul reddito". In particolare, gli oneri finanziari netti sono scesi di 75 milioni a 294 milioni "principalmente per effetto del minor debito su base annua". Le imposte sul reddito sono invece calate di 38 milioni a 380 milioni "essenzialmente per effetto della riduzione dell'aliquota negli stati uniti e del minor risultato operativo, in parte compensato da minor benefici fiscali permanenti". Per quanto riguarda l'Ebit adjusted, Fca segnala uns econdo trimestre record per Nafta a 1,4 miliardi, con margine dell'8%. Latam progredisce invece del 68% nel secondo trimestre. In flessione Apac e Maserati, "anche per i negativi effetti commerciali derivanti dall'annuncio di modifiche ai dazi sui veicoli importati in Cina".

MANLEY: LA CINA E' UNA PRIORITA' - "Tutti gli obiettivi che ci siamo posti nel piano industriale al 2022 sono confermati", ha assicurato Mike Manley agli analisti collegati in conference call. Dopo i risultati del secondo semestre e l'ulteriore revisione delle stime, per Fca è prioritario rafforzare lo stato di salute delle attività in Cina. "La Cina è una priorità", ha detto Manley. "Le sfide maggiori con cui dobbiamo fare i conti e che francamente continueremo a dovere affrontare sono tutte concentrate sulla Cina", ha detto Manley, spiegando che il gruppo dovrà pensare a come riorganizzare e rafforzare le attivita' nel Paese asiatico.

ALLEANZE O INDIPENDENZA? - Un'alleanza non si può escludere - spiega Manley - e "la porta resta aperta" perché Fca mantiene una gestione flessibile, ma l'obiettivo è quello di arrivare al 2022 con un gruppo "forte e indipendente". L'ad risponde così a chi gli chiede a proposito del vecchio pallino di Sergio Marchionne dei consolidamenti nel settore. "Restiamo pronti a essere flessibili, perché le cose cambiano, ma come sapete il mio mandato è portare a termine con successo un piano quinquennale. La mia intenzione è portare a consegna i numeri del piano come una forte e indipendente Fca".