di Giacomo Mascellani

Esiste in Italia un sistema di economia circolare virtuoso in grado di generare una nuova economia con una riduzione di due milioni di tonnellate di c02. È il Consorzio Rilegno unica realtà che da ben 24 anni si occupa della raccolta e del riciclo del legno in Italia. Ogni anno vengono riciclate 2 milioni di tonnellate di legno, un trend in crescita negli ultimi dieci anni che rende l’Italia un’eccellenza a livello internazionale. Il presidente è Nicola Semeraro.

Semeraro, quando è nata l’industria del recupero del legno?

"Il recupero e il riciclo del legno fanno parte della storia dell’uomo ma l’organizzazione in un sistema economico organizzato coincide con la nascita del Consorzio 24 anni fa, quando 2.000 aziende medie e piccole si sono unite per rispondere alla legge che imponeva alle aziende produttrici di imballaggi in legno di occuparsi del fine vita dei propri prodotti".

Quanto legno riuscite a recuperare?

"In un anno recuperiamo in tutta Italia e ricicliamo due milioni di tonnellate, pari, per fare un esempio concreto, a 34 volte il Colosseo riempito di legno".

Dove recuperate il prodotto da riciclare?

"Raccogliamo tutto il legno, ma principalmente cassette per l’ortofrutta e pallet utili per il trasporto di tutte le merci. A fine vita i prodotti vengono portati in 400 piattaforme distribuite su tutto il territorio nazionale e da qui ai riciclatori. Esistono ben 15 impianti di riciclo in Italia che producono principalmente pannelli utilizzati poi dall’industria del mobile. Ecco come nasce l’economia circolare, un’economia sistemica che coinvolge migliaia di aziende, cittadini e Comuni".

Quali tipologie di imballaggi in legno recuperate?

"Recuperiamo pallet, cassette di frutta e ortaggi e imballaggi industriali".

Come viene trasformato il legno riciclato?

"Il 90 per cento diventa pannello truciolare per l’industria del mobile. È un know how tutto italiano, un prodotto che entra poi nel settore del legno arredo. Questa è la virtuosità del sistema un circolo senza fine che va dal bosco al mobile generando valori per l’ambiente, l’economia e il sociale. Ecco che stiamo parlando di sostenibilità concreta".

Oltre alla raccolta e al riciclo che cosa si può fare concretamente per la sostenibilità del legno?

"Quello del riutilizzo è il primo passo in un’economia circolare che funzioni, ossia lavorare sulla prevenzione. In Rilegno riutilizziamo imballaggi pari a 840mila tonnellate all’anno di legno".

Quali sono le risorse economiche di cui si avvale il Consorzio Rilegno?

"I contribuiti del Consorzio derivano dal contributo ambientale sugli imballaggi".

Quale è il valore generato dall’economia circolare di Rilegno?

"Il Politecnico di Milano ha realizzato una ricerca sul nostro sistema e nella prima fase dei risultati si evidenza che questa economia circolare vale 1,4 miliardi di fatturato e 6mila posti di lavoro. Presto pubblicheremo anche i dati sul riutilizzo e le cifre aumenteranno ulteriormente. Per quanto riguarda il fattore ambientale questa economia fa si che siano ben 2 milioni le tonnellate di CO2 che non vengono immesse nell’atmosfera".

In questo settore siete presi ad esempio in tutta Europa, come ci siete riusciti?

"Abbiamo lavorato concretamente sia sulla efficienza del sistema sia sulla visione a lungo termine. Abbiamo sviluppato un progetto unico di economia circolare e sistemica; chi produce cassette in Sicilia è distante in tutti i sensi da chi fa il mobile in Brianza, ma ognuno fa parte di questo sistema virtuoso che mette insieme tante aziende medie e piccole, tipiche del tessuto italiano. La cassa che portava le arance ha una seconda vita e diventa l’anta delle camere dei nostri figli, il banco o la sedia che utilizzano a scuola; questo è un esempio da perseguire anche in altri settori ed è importante per un Paese come l’Italia che ha bisogno di modelli innovativi per crescere".

A proposito di scuole, inizia proprio nelle aule un vostro progetto ambizioso.

"Abbiamo realizzato un progetto che continuerà nei prossimi anni per coinvolgere le scuole elementari e i piccoli ne sono stati entusiasti, sono affascinati dall’idea di trasformare le cose e capiscono il valore che diamo all’ambiente; per questo svilupperemo il progetto anche nelle scuole medie e superiori".