Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria (ImagoE)
Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria (ImagoE)

Roma, 11 novembre 2019 -  Industriali all'attacco della manovra economica 2020. La futura legge di Bilancio è ritenuta "nel complesso insufficiente rispetto alle esigenze del Paese" e rischia "di non incidere in modo efficace sulla situazione di sostanziale stagnazione dell'economia". L'affondo arriva in audizione congiunta delle commissioni Bilancio di Camera e Senato. A portarlo è Marcella Panucci, direttore generale di Confindustria, che sottolinea come la manovra "non traccia un disegno di politica economica capace di invertire la tendenza negativa delle aspettative degli imprenditori e dei potenziali investitori, nazionali ed esteri". Ma, anzi, "in alcuni casi, produce un effetto opposto". Aggiunge la Panicucci: "Manca una visione di politica economica coerente con gli obiettivi auspicati dal mondo produttivo". E questo nonostante il provvedimento "contenga alcuni interventi positivi"

Plastic Tax

Nel mirino degli industriali c'è, in particolare, la plastic tax che, secondo stime fornite da Viale dell'Astronomia, avrà "un impatto sulla spesa delle famiglie stimabile in circa 109 euro annui". Un aggravio fiscale che, attacca la Panucci, "non comporta benefici ambientali, penalizza i prodotti e non i comportamenti e rappresenta unicamente una leva per rastrellare risorse (circa 1,1 miliardi nel 2020, 1,8 nel 2021 e 1,5 nel 2022)". 

Confindustria "pur dando atto al Governo di aver avviato, ora, un confronto con gli attori interessati" evidenzia che la plastic tax "danneggia pesantemente un intero settore produttivo, che è il secondo in Europa, con effetti negativi anche per la chimica e per i comparti industriali utilizzatori di imballaggi (es. alimentare e delle bevande)".

Per Confindustria si tratterebbe di una "sorta di doppia imposizione", dal momento che "le imprese già oggi pagano il contributo ambientale Conai per la raccolta e il riciclo degli imballaggi in plastica". Inoltre, secondo gli industriali, "determina un aumento medio pari al 10% del prezzo di prodotti di larghissimo consumo, contribuendo a indebolire la domanda interna".

Ex Ilva e Arcelor Mittal

Dura presa di posizione anche intorno alla gestione del caso Ilva.  "Gli ultimi sviluppi - dice ancora la Panucci - dimostrano l'incapacità del Paese di dare alle imprese regole certe e chiare" nonché "di valutare gli effetti di determinate decisioni sull'economia reale".  E sottolinea: "È utile ricordare che il concetto di sostenibilità ha una componente ambientale, ma anche sociale e il rischio, in questa vicenda, è che rimanga irrisolta la prima compromettendo anche la seconda".

Auto aziendali

Confidustria attacca anche il possibile innalzamento della tassazione sulle auto aziendali.  Per la Panucci rappresenta una vera e propria stangata per circa 2 milioni di lavoratori, oltre a incidere su un settore economico, quello dell'automotive, già penalizzato su altri fronti. Di fatto si tassa un bene che è già tassato e lo si fa intervenendo sulla busta paga dei dipendenti e sugli oneri contributivi dei datori di lavoro. Per il direttore generale di Confindustria si tratta di una "contraddizione" rispetto al "condivisibile" taglio del cuneo per i lavoratori.