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31 mag 2022

Meglio i condizionatori della pace. Due italiani su tre scelgono il fresco

Lo studio Unipol-Ipsos sui comportamenti virtuosi per l’ambiente: solo il 31% disposto a sopportare il caldo. I giovani tra i 16 e i 26 anni i meno inclini a fare sacrifici. Il 44% pronto ad abbassare i termosifoni

31 mag 2022
maddalena defranchis
Economia
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Caldo, foto di archivio (Germogli)
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Caldo, foto di archivio (Germogli)

Roma, 31 maggio 2022 - Toglietemi tutto, ma non l’aria condizionata. Gli italiani sembrano aver già risposto alla provocatoria domanda del premier Mario Draghi che, riferendosi all’invasione dell’Ucraina da parte della Russia, chiese agli italiani se preferissero i condizionatori o la pace. E la scelta, soprattutto quando fuori imperversa uno degli anticicloni africani che sono ormai una presenza fissa delle nostre estati – da Scipione ad Hannibal, fino al diabolico Lucifero – è favore del fresco. È quanto emerge da una recente indagine – commissionata dal gruppo Unipol ed elaborata da Ipsos – che ha esaminato come stanno cambiando comportamenti e attitudini degli italiani nella quotidianità dell’attuale scenario di crisi energetica. Se è vero, infatti, che ben il 93% degli interpellati si dichiara sensibile ai temi ambientali e già attivo o pronto ad adottare comportamenti virtuosi di risparmio energetico, la percentuale crolla quando si parla di comfort climatico negli ambienti domestici o di lavoro: meno di un italiano su 3, infatti, si dichiara propenso a spegnere il condizionatore o a limitarne l’uso durante l’estate (il 31%). E la maglia nera va ai milanesi, disposti al sacrificio solo nel 22% dei casi. Bologna è la città più virtuosa, con la percentuale che sale al 38%, mentre Firenze si ferma al 31% e Roma al 30%. I numeri migliorano leggermente nel caso del riscaldamento: sarà perché l’inverno è lontano, sarà perché in tanti stanno ancora pagando le bollette da capogiro dei mesi scorsi, in tal caso la percentuale di chi è disposto a ridurre la temperatura dei termosifoni sale al 44%. Meglio un maglione in più durante l’inverno, insomma, che mostrarsi in ufficio grondanti di sudore o passare notti insonni a rigirarsi tra le lenzuola roventi. Tuttavia, l’indagine fa emergere anche una tendenza più generale, che va ben al di là di aria condizionata ...

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