di Monica Pieraccini

È un’eccellenza, fondata venti anni fa da un gruppo di esperti e ingegneri. La livornese ErreDue progetta, realizza e vende in tutto il mondo generatori di gas tecnici – cioè idrogeno, azoto e ossigeno – per l’industria. Lo fa investendo in ricerca, creando posti di lavoro, mettendo al centro le risorse umane. È una piccola public company, cioè una società ad azionariato diffuso: su 66 dipendenti, 22 sono anche soci dell’azienda.

"Un valore aggiunto avere 22 persone che lavorano in un’impresa che è anche la loro, che danno consigli e suggerimenti per crescere anno dopo anno", spiega il presidente di ErreDue, Enrico D’Angelo (nella foto a destra). "Assumiamo costantemente personale e siamo un’azienda senza turnover. Chi inizia a lavorare da noi, difficilmente se ne va. Crediamo nei contratti a tempo indeterminato perché, una volta che una persona è formata e ha la professionalità adeguata, è controproducente per l’azienda mandarla via, solo per risparmiare i pochi euro in più da pagare per l’anzianità". Tre sono i premi destinati ai dipendenti di ErreDue e negli ultimi due anni l’azienda ha puntato molto anche sul welfare. Un’impresa solida, da 9,5 milioni di euro di fatturato ed un patrimonio netto di oltre 7 milioni di euro realizzato con utili accantonati. Non ha mai fatto ricorso alla cassa integrazione, tranne durante il lockdown e solo per una parte dei dipendenti, e anche in questo 2020 complicatissimo continua a investire in ricerca e sviluppo.

"Lavoriamo molto con l’estero – prosegue il presidente – perché i nostri prodotti sono efficienti, curiamo la qualità e abbiamo molte certificazioni che ci consentono di affermarci sul mercato internazionale, che rappresenta il 50 per cento del nostro fatturato".

Gli impianti di gas di ErreDue sono presenti in Germania, Spagna, Inghilterra, Svizzera, Stati Uniti, Medio Oriente. I gas tecnici, d’altra parte, vengono usati nelle aziende di tutti i tipi, da quelle del settore legno a quelle che lavorano con il mondo della cultura. L’azoto è infatti usato per eliminare i tarli dai mobili e gli acari e i batteri dai libri antichi. Si usa anche nei settori navale e alimentare e nell’enologia. ErreDue, però, sta ora puntando sopratutto sui generatori di idrogeno da utilizzare nell’automotive. "Andremo a produrre impianti per i piccoli paesi in Europa e per il power-to-energy necessario alle automobili del futuro", annuncia D’Angelo. "Sui generatori di idrogeno ho scommesso 35 anni fa. In questo sono stato un pioniere. Ho sempre pensato che l’idrogeno sarebbe diventato il vettore più importante nell’energia, perché si tratta di un ciclo virtuoso. Da luce, vento, maree possiamo produrre idrogeno che poi ci restituisce acqua distillata, quindi energia pulita".

ErreDue ha iniziato una ricerca per realizzare impianti a idrogeno da 1 a 3 megawatt, mentre fino ad ora li ha realizzati al massimo da 250 kilowatt. "Per noi è una grossa sfida. Significa fare importanti investimenti, ma ci crediamo molto. Stiamo cercando un immobile dove poter sviluppare questo progetto che inizierà a dare qualche frutto a fine 2023, inizio 2024, quando saremo pronti per consegnare gli impianti, per arrivare a regime dopo il 2030", fa presente D’Angelo. È per questo progetto che quest’anno la ErreDue si è aggiudicata il terzo posto, su 128 partecipanti, del premio Primavera d’Impresa, l’iniziativa nata per promuovere e valorizzare la creatività delle imprese patrocinata da Regione Toscana, Comune di Livorno, tutte le Province, associazioni di categoria, dagli atenei di Firenze, Pisa e Siena, dalla Scuola Normale, dalla Scuola Superiore Sant’Anna, dal Cnr e da circa cento aziende della regione che hanno scelto di essere partner della terza edizione.