La. pandema ha imposto un ripensamento sulle figure da inserire negli organici delle imprese
La. pandema ha imposto un ripensamento sulle figure da inserire negli organici delle imprese

di Alberto Levi

Cala l’occupazione ma sale al 30% la difficoltà di reperimento dei profili ricercati (contro il 26% del 2019) dalle imprese, a causa della mancanza di candidati o della preparazione inadeguata. Lo rivela il Bollettino 2020 del Sistema Informativo Excelsior di Unioncamere e Anpal, secondo cui la domanda di lavoro pianificata nel 2020 dalle imprese con dipendenti (pari a 3,2 milioni di unità) si riduce del 30%, riflettendo gli effetti della grave crisi pandemica, a cui le imprese hanno risposto introducendo cambiamenti difficilmente reversibili e innescando un’accelerazione anche in diversi aspetti della trasformazione digitale. Oltre quattro imprese su dieci che hanno investito in trasformazione digitale hanno puntato sulle modifiche dei modelli di business, con l’adozione di strumenti di digital marketing (+16 punti percentuali rispetto al periodo pre-Covid), sulle innovazioni organizzative, con l’ampia diffusione nell’utilizzo dello smartworking (+17 punti percentuali), o, sotto l’aspetto prettamente tecnologico, sull’acquisizione di reti ad alta velocità, sistemi cloud e big data analytics (+10 punti percentuali). Saranno quindi proprio le competenze digitali, richieste al 60,4% dei profili ricercati nel 2020, uno dei principali driver su cui faranno leva le imprese per gestire la fase di recupero che si aprirà nei prossimi mesi. Mentre per otto posizioni di lavoro su dieci sono state richieste competenze green che costituiscono un altro fattore strategico di competitività a livello trasversale. Per affrontare la complessità delle sfide in atto le imprese puntano su figure più specializzate, per le quali nel 67,7% dei casi viene richiesta esperienza.

Secondo l’indagine, anche in un anno difficile come il 2020, meno penalizzata è stata la domanda di figure più specializzate, dotate di esperienza e di mix di competenze appropriati per gestire le transizioni aziendali. Aumenta quindi il peso delle professioni intellettuali e scientifiche e a elevata specializzazione e tecniche, che insieme ai dirigenti, arrivano a coprire una assunzione programmata su cinque nel 2020. La richiesta di competenze è molto elevata per queste figure: quelle trasversali devono essere possedute dalla quasi totalità di questi profili, per quelle green la domanda si attesta all’82% e quella di competenze digitali è al 93%. E sono anche le figure più coinvolte nei processi di trasformazione aziendali resi ancora più necessari dalla crisi Covid-19, con una quota di ‘nuovi innesti’ rispetto agli organici che arriva a coprire il 24,2% delle entrate (rispetto a una media del 18,9%). Nella ricomposizione della struttura professionale cresce in particolare la quota degli operai specializzati (che insieme ai conduttori di impianti e macchine arrivano a coprire tre ingressi programmati su dieci), impiegati nell’edilizia e in alcuni comparti manifatturieri meno penalizzati dalla crisi. Anche per questi profili è in rapido cambiamento il contenuto di mansioni da svolgere, sia per la crescente domanda di competenze green (richieste nell’80% dei casi) che per la diffusione dell’automazione nei processi produttivi.

I profili intermedi sono stati i più penalizzati dallo shock pandemico, sia per il proseguimento di una tendenza alla discesa della quota di figure impiegatizie negli organici aziendali sia per gli effetti dei lockdown sulla domanda di lavoro delle imprese commerciali e per il sostanziale blocco dei flussi di persone e turisti che ha ridotto la domanda di professioni legate alla filiera dell’accoglienza.