Tim Cook, 60 anni, è il ceo di Apple dal 24 agosto 2011, designato da Steve Jobs prima della sua morte
Tim Cook, 60 anni, è il ceo di Apple dal 24 agosto 2011, designato da Steve Jobs prima della sua morte
Apple prova a rompere l’assedio degli sviluppatori che contestano la sua posizione dominante rispetto ai metodi di pagamento. La società di Cupertino, infatti, ha annunciato un nuovo allentamento della sua politica rispetto all’App Store, che consentirà ad alcune compagnie di fornire ai clienti direttamente un link sui propri siti internet, bypassando...

Apple prova a rompere l’assedio degli sviluppatori che contestano la sua posizione dominante rispetto ai metodi di pagamento. La società di Cupertino, infatti, ha annunciato un nuovo allentamento della sua politica rispetto all’App Store, che consentirà ad alcune compagnie di fornire ai clienti direttamente un link sui propri siti internet, bypassando l’acquisto in-app sullo store stesso. Tra le compagnie interessate ci sono Netflix e Spotify.

La mossa è stata decisa in seguito all’apertura del regolatore antitrust giapponese, ma avrà validità globale dal prossimo anno. Si tratta del secondo allentamento delle regole dell’App Store deciso in una settimana, in un momento di pressione regolatoria e legale sui Big Tech globali.

Le iniziative contro le posizioni dominanti di Apple, Facebook e Google si moltiplicano in diversi Paesi. Questa settimana la Corea del Sud ha approvato una legge che obbligherebbe sia Apple che Google a consentire il pagamento diretto delle app agli sviluppatori, vietando l’obbligo di usare esclusivamente i sistemi di pagamento proprietari dei due giganti.

Al momento, globalmente, Apple continua a vietare l’utilizzo di altre forme di pagamento per l’acquisto di app su iPhone. Questa pratica è anche oggetto di una causa legale, che vede opposta Apple al developer di giochi Epic Games, il quale ha visto cancellare il suo "Fortnite" dall’app store perché ha deciso di far acquistare la app attraverso un proprio metodo di pagamento.

Inoltre Spotify ha denunciato quella che ritiene essere una posizione dominante di Apple presso le autorità per la competizione dell’Unione Europea. Apple prende commissioni tra il 15 e il 30 per cento per gli acquisti in-app e impedisce di fatto che i developer si orientino su sistemi di pagamento alternativi.