L’Italia è il principale produttore di tabacco in Europa e più della metà del tabacco prodotto in Italia viene acquistato da Philip Morris che nell’ottobre scorso ha siglato un accordo con Coldiretti per l’acquisto dei migliori tabacchi in foglia coltivati in Italia. «È un accordo molto importante – spiega Marco Hannappel, ad di Philip Morris Italia –. È innanzitutto un investimento notevole (500 milioni in cinque anni). Mille imprese in Italia lavorano sul prodotto tabacco, principalmente in Veneto, Toscana, Umbria e Campania. Oltre 50mila sono le persone interessate a questa filiera, fra coltivazione e trasformazione. Noi acquistiamo circa il 50 per cento del tabacco prodotto in Italia e lo facciamo grazie a questo accordo che ha consentito per prima cosa di abbattere l’intermediazione, quindi è una filiera più corta, il che significa una filiera che può avere delle risorse extra da investire non solo sul benessere del coltivatore ma anche sul miglioramento dell’azienda agricola e sull’attenzione al giusto trattamento dei lavoratori».

«L’accordo – continua Hannappel – ha consentito ai lavoratori di avere una visione di medio-lungo termine, che non è una cosa comune, e le buone pratiche sono servite a migliorare sia la sostenibilità che la gestione delle persone. In questo modo abbiamo seguito la filiera completa, dal seme di tabacco alla commercializzazione. Il 15 gennaio poi abbiamo creato un processo nuovo per fare ricerca aperta, ‘open innovation’, coinvolgendo start up innovative che possono portare del valore aggiunto ma che incontrano difficoltà a trovare finanziamenti. Hanno partecipato 70 piccole aziende, molte delle quali appena nate, che si sono proposte per migliorare il processo produttivo della filiera tabacchicola. Abbiamo selezionato 12 finalisti e alla fine del processo 3 vincitori, con cui andremo a fare co-design per migliorare la filiera agricola italiana».

g. mol.