Il ministro del Lavoro Andrea Orlando, 52 anni, ha presentato la bozza della riforma
Il ministro del Lavoro Andrea Orlando, 52 anni, ha presentato la bozza della riforma
Il rafforzamento del contratto di solidarietà, un decalage più lungo per la Naspi (la vecchia indennità di disoccupazione) spostato dal sesto mese, un unico massimale per tutti i trattamenti (Cassa integrazione, assegno ordinario e Naspi) a 1.199 euro (rispetto ai 998 euro di oggi), assegno familiare per tutti. Sono le principali novità della bozza di riforma degli ammortizzatori sociali presentata ieri sera dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando,...

Il rafforzamento del contratto di solidarietà, un decalage più lungo per la Naspi (la vecchia indennità di disoccupazione) spostato dal sesto mese, un unico massimale per tutti i trattamenti (Cassa integrazione, assegno ordinario e Naspi) a 1.199 euro (rispetto ai 998 euro di oggi), assegno familiare per tutti. Sono le principali novità della bozza di riforma degli ammortizzatori sociali presentata ieri sera dal Ministro del Lavoro, Andrea Orlando, alle parti sociali. Una riforma, che dovrebbe scattare il primo gennaio del prossimo anno, e che punta sulla fine della cassa in deroga e sulla creazione di un sistema di protezione sociale universale e esteso a tutte le imprese. Fino allo stesso lavoro autonomo, per il quale è previsto un incontro ad ho il prossimo 28 aprile.

Dunque, se il nodo dei licenziamenti è ancora tutto da sciogliere, con i sindacati che chiedono la proroga del divieto alla fine di ottobre o anche oltre per tutti, è meno controversa la prospettiva per il riassetto degli ammortizzatori sociali. La proposta di riforma "mira a definire un sistema equo, sostenibile e capace di far fronte alle trasformazioni – spiega il Ministro – e si tratta della più avanzata ipotesi di universalismo possibile".

L’obiettivo è quello di assicurare l’integrazione salariale a tutti i lavoratori subordinati. Il trattamento economico sarà uguale per tutti, la durata dipenderà dalle dimensioni d’impresa. L’integrazione al reddito sarà estesa anche agli apprendisti e ai lavoratori a domicilio. La durata massima della Cig rimane la stessa: 24 mesi nel quinquennio mobile, elevabile a 36 nel caso di ricorso ai contratti di solidarietà (30 e 42 mesi per l’edilizia). L’importo sarà aumentato prevedendo un massimale di 1.199 euro mensili rispetto agli attuali 998,18 euro lordi previsti per retribuzioni mensili fino a 2.159,48 euro. La Cig ordinaria resterà di 52 settimane nel quinquennio mobile, l’assegno ordinario di 26 settimane. La cassa straordinaria sarà estesa a tutte le imprese con oltre 15 dipendenti.

Il dossier delle risorse per finanziare il nuovo sistema verrà aperto e affrontato con la Ragioneria anche per capire i costi complessivi. Ma, per la ripartenza, il governo punta anche a "misure per incentivare le assunzioni di disoccupati con contratti di lavoro stabile".