di Giuseppe Turani

Lo stile italiano. Fra le tante cose intelligenti dette da Giuseppe De Rita, una mi aveva colpito: quando non sapremo più cosa vendere all’estero, ci resterà il nostro stile, il nostro vissuto quotidiano. Anni fa ero nel deserto del Kuwait, da dove gli iracheni invasori erano appena fuggiti, incendiando però cinquecento pozzi di petrolio. Ambiente surreale: scomparso il sole, oscurato da una nube senza spiragli, era tutto grigio, con larghe pozze di petrolio. Ero ospite in un campo improvvisato dell’Eni, che erano stati chiamati lì di corsa dall’Arabia Saudita per dare una mano a spegnere i pozzi. Alla mattina esco e finisco, ovviamente, in una pozza di fango. Il responsabile del campo si presenta e mi spiega: siamo arrivati ieri di corsa e non abbiamo ancora messo giù il ghiaietto, ma lo facciamo subito. E infatti dopo dieci minuti sembrava di essere in una ridente periferia italiana.

A tavola mi vengono servite le lasagne al forno più buone della mia vita. Chiedo qualche spiegazione. Risposta: non sappiamo niente, queste lasagne ci arrivano da una ditta di Venezia che ha l’appalto per il catering di tutti i campi Eni nel mondo. I nostri aiutanti locali vanno pazzi per queste lasagne, abbiamo dovuto chiedere porzioni giornaliere aggiuntive. Alla sera, partite di calcio balilla. Noto un piccolo accampamento a fianco del nostro. Sono ragazze del posto – mi spiegano – ci seguono sempre. Sperano di trovare marito prima o poi, qualche nostro operaio. Sa, non picchiano le mogli, bevono moderatamente, a volte si presentano con fiori e cioccolatini. L’immagine dell’Italia nasce anche da questo. Un’altra volta in Norvegia ci portiamo dietro una buona scorta di vini italiani, bianchi e rossi. Semplicemente, non volevano più lasciarci andare via. Una signora in ambasciata ci saluta in perfetto italiano. Purtroppo non sono mai stata in Italia, ma spero sempre. Intanto ho imparato l’italiano, ci spiega. Insomma, siamo dei pasticcioni, ma abbiamo tante cose buone, sappiamo vivere e in giro ci vogliono bene. Si potrebbe ripartire.