di Claudia Marin Dal Pin allo Spid, fino all’App "Io". Sotto la spinta dell’emergenza Coronavirus, si accelera il processo di digitalizzazione dei servizi della Pubblica amministrazione. Con tanto di sanzioni, previste dal decreto Semplificazioni, per i dirigenti che dovessero ritardare l’avvio delle operazioni di trasformazione digitale anche per garantire la fruibilità dei servizi online attraverso l’applicazione "Io". Ai nastri di partenza l’Inps:...

di Claudia Marin

Dal Pin allo Spid, fino all’App "Io". Sotto la spinta dell’emergenza Coronavirus, si accelera il processo di digitalizzazione dei servizi della Pubblica amministrazione. Con tanto di sanzioni, previste dal decreto Semplificazioni, per i dirigenti che dovessero ritardare l’avvio delle operazioni di trasformazione digitale anche per garantire la fruibilità dei servizi online attraverso l’applicazione "Io".

Ai nastri di partenza l’Inps: dal 1° ottobre, salvo che per i minori e per coloro che non hanno un documento di identità rilasciato in Italia, l’Istituto non rilascerà più nuovi Pin, il codice personale per accedere alle procedure (a oggi sono 27 milioni le utenze telematiche attivate) ma comincerà a operare con lo Spid. Si tratta della nuova identità digitale unica che, dal 28 febbraio 2021 sarà la sola via, insieme alla carta di identità elettronica, per accedere a tutti i servizi digitali della Pubblica amministrazione.

L’obiettivo è rendere più sicuri, semplici e veloci i meccanismi burocratici, a partire dai pagamenti di assegni, pensioni, indennità e della stessa cassa integrazione. A presentare quella che si spera possa essere la Pa 4.0 il presidente dell’Inps, Pasquale Tridico, coi ministri di Lavoro e Innovazione, Nunzia Catalfo e Paola Pisano, sostenitrici del progetto. Il passaggio prevede un periodo di transizione "di un anno", spiega Tridico.

Il ministero del Lavoro partirà con Spid il 15 novembre: "Sarà l’unico strumento di accesso. Si comincia con i servizi di Cliclavoro", spiega la Catalfo. Quella del 28 febbraio è una "scadenza ambiziosa", sottolinea, a sua volta, il Ministro dell’Innovazione, per "un progetto che aiuta i cittadini e semplifica anche il lavoro della Pa, aumentando il grado di sicurezza e diminuendo i costi". Alla base di tutto il passaggio a Spid: "Oggi – spiega sempre il Ministro – abbiamo 10,7 milioni cittadini con Spid". Dal 1° gennaio al 21 settembre 2020, sono stati 67 milioni gli accessi ai servizi digitali con tale sistema.

Nelle mani dei cittadini, la gestione delle pratiche e dei rapporti con gli uffici pubblici dovrà passare dall’App "Io", attraverso soluzioni che permetteranno di effettuare autocertificazioni, di presentare istanze e dichiarazioni o di effettuare pagamenti, via PagoPa, alle amministrazioni.