Un operatore in una sala trading di una banca a Seul, in Corea del Sud
Un operatore in una sala trading di una banca a Seul, in Corea del Sud

Parte oggi, con dispense e webinar, scaricabili e seguibili su www.youfinance.it, la decima settimana della seconda edizione del seguitissimo percorso formativo gratuito di finanza online Investi Bene-YouFinance.it curato da QN Economia e Lavoro e Traderlink. Un percorso che si concluderà il 5 maggio all’Hotel Carlton di Bologna con il gran finale e l’interazione diretta con i relatori.

Fino a fine aprile è prevista la pubblicazione regolare online sul sito di YouFinance del materiale didattico e formativo, composto da dispense chiare e ben impaginate, anche stampabili, video didattici sui singoli argomenti e webinar in diretta dai mercati. "Chi compra e chi vende?" è il titolo della dispensa, pubblicata nelle scorse settimane, realizzata da Giovanni Lapidari (nella foto). Un "viaggio dentro grafici e indicatori per individuare le reali intenzioni di acquisto e di vendita da seguire, e capire chi sposta i prezzi e le loro direzioni".

Giovedì (9 aprile) Lapidari, trader, analista tecnico e formatore tra i più conosciuti e seguiti nel mondo del trading proseguirà questo viaggio con un live streaming. Perché sempre, e più che mai in questa fase turbolenta, se il rischio-perdita non si può eliminare, lo si può ridurre proprio se si capisce quali mani stanno facendo prendere ai mercati una direzione piuttosto che un’altra. E se la maggioranza degli investitori, spiega Lapidari, "ritiene che le dinamiche di prezzo di ogni strumento finanziario, e di quello che semplificando definiamo il mercato, siano guidate in modo esclusivo dai grandi operatori, e che per questa ragione sia molto difficile evitare le perdite nel trading" in realtà non sempre è così. Non è successo per esempio in queste settimane caratterizzate dalla brusca caduta delle Borse causata dall’effetto Coronavirus. Una perdita dal 30 a oltre il 40%, a seconda dei mercati (da Wall Street a Piazza Affari) solo in parte ridotta con il rimbalzo dopo i minimi toccati a metà marzo. Una volta tanto ad accentuare le perdite dei mercati non sono state le solite e cosiddette "mani forti", quelle che si pensa manipolino a loro vantaggio i mercati, ma l’effetto panico – giustificato dall’emergenza Covid e quindi dai drammatici risvolti sull’economia – che ha coinvolto anche i piccoli risparmiatori.

E del quale, in qualche modo, non sono stati immuni i gestori di fondi, Etf e soprattutto hedge fund costretti a vendere, perché richiamati a rientrare sui conti correnti di fronte al superamento delle soglie di minusvalenza amplificate dagli effetti leva. Perché chi era investito con un effetto leva dieci, di fronte a un calo degli indici del 5%, accusava una perdita del 50%. Lo stesso però è accaduto, per esempio, ricorda sempre Lapidari, al piccolo investitore che ha visto il titolo Eni crollare da 13 euro fino a sotto 7, e magari ha usato liquidità aggiuntiva per mediare le perdita tra 8 e 10, oppure ha venduto alla fine prima che il titolo, con il balzo degli ultimi giorni del prezzo del greggio, si è riportato sopra quota 9.

Quando si opera sui mercati finanziari bisogna sempre ricordare una banale verità: non siamo soli. Perché quando uno compra c’è anche uno che vende, entrambi convinti di fare l’azione più giusta in quel momento. E la regola generale è che, statisticamente, nel lungo termine è più profittevole assecondare la tendenza del mercato anziché contrastarla. Ma, studiando i grafici e altri strumenti dell’analista e del trader professionista, è fondamentale osservare il mercato e imparare a riconoscere chi sta comprando e chi sta vendendo. Ma oggi chi compra e chi vende? Dopo i minimi di marzo, risponde Lapidari, grandi investitori sono tornati ad acquistare, generando il rimbalzo successivo, seppure in un contesto di altissima volatilità. Ma non hanno ancora rimesso sul mercato tutta la loro liquidità, anche quella salvata dal crollo delle Borse.

Perché se i minimi di marzo potrebbero rappresentare il fondo, nessuno può dire, di fronte all’emergenza Coronavirus, come si muoveranno i mercati nelle prossime settimane. Così, sapendo che sarà difficile, e comunque non a breve, rivedere i prezzi (in alcuni casi eccessivi) dei massimi di febbraio, e che non si possono escludere nuove cadute, in questa fase serve molta prudenza. Restare quindi liquidi e alla finestra o entrare sui mercati con gradualità.