Iniziato lo smantellamento della centrale nucleare di Latina
Iniziato lo smantellamento della centrale nucleare di Latina

Roma, 4 agosto 2020 - La centrale nucleare di Latina fa un altro passo verso lo smantellamento. Un processo lento, complesso e costoso. Sogin, la società del ministero dell'economia cui fanno capo le attività di dismissione degli impianti italiani, ha dato il via ai lavori che riguardano la parte esterna dell'edificio reattore con la demolizione degli schermi dei generatori di vapore. Il lavoro proseguirà poi con lo smantellamento dei boiler.  Il valore complessivo dell'attività sarà di 278 milioni di euro, e durerà fino al 2027. 

Gli schermi sono le grandi strutture in calcestruzzo armato che isolavano dall'esterno le condotte superiori di collegamento fra i sei boiler e l'edificio reattore. Ogni schermo è costituito da due parti: un elemento superiore orizzontale, collegato all'edificio reattore, di circa 145 tonnellate e uno inferiore verticale, in uscita dai boiler, di circa 50 tonnellate. La tecnica adottata da Sogin per la loro rimozione è la demolizione controllata con taglio in quota, a circa 50 metri d'altezza, mediante disco diamantato, e la successiva movimentazione a terra dei blocchi sezionati, di circa 2.2 tonnellate ciascuno, con gru a torre appositamente installata. In seguito è previsto il trasferimento dei singoli blocchi in un'area attrezzata per separare il ferro dal calcestruzzo. Il materiale - seicento blocchi per un totale 1200 tonnellate - verrà poi inviato a recupero.

"Inizia una tappa fondamentale del decommissioning della centrale nucleare di Latina che ci porterà all'abbassamento dell'edificio reattore dagli attuali 87 metri ai 50 nel 2027. La tappa successiva a quella di oggi sarà abbattere i boiler, mentre l'edificio reattore diventerà deposito dei materiali", ha spiegato Agostino Rivieccio, responsabile Sogin disattivazione centrale di Latina, presentando la fase 1 di questi lavori che andranno avanti fino al gennaio 2021.

La centrale di Latina, diventata di proprietà della Sogin nel 1999 ha una storia lunga e complicata: venne costruita nel 1958 e fu terminata 1962, per entrare entra in esercizio nel 1963. Dal 1988, anno successivo all'interruzione della sua attività e per i successivi 10 anni, si è proceduto all'allontanamento del combustibile, inviato in Inghilterra per il riprocessamento, mentre dal 1999 fino al 2007 si e' prealizzata  la "supercompattazione" dei rifiuti pregressi e allo smontaggio delle condotte, mentre dal 2008 al 2010 sono iniziate le prime operazioni di demolizione partendo dalle strutture interne degli edifici turbine, diesel, sala soffianti est. "Da oggi al 2027 cambiera' lo skyline dell'edificio reattore di Latina - ha aggiunto Rivieccio -. Già internamente il lavoro di smantellamento e' stato fatto, ora il nostro obiettivo è quello di abbassare a 38 metri l'edificio reattore dagli attuali 53".

Nella fase successiva toccherà ai 6 boiler, i generatore di vapore, che saranno tagliati inizialmente in otto parti non uguali tra di loro, per un totale di 3700 tonnellate. Visto che i boiler saranno  contaminati al loro interno questi passeranno in un un secondo edificio, dove avverrà la decontaminazione e un ulteriore taglio. Ogni singolo boiler, infatti, è alto 24 metri con un diametro di 6. Secondo l'idea di economia circolare della Sogin si recupererà il 93% del materiale, con la minimizzazione dei materiali radioattivi prodotti attraverso una supercompattazione continua, così da ridurre a 19mila tonnellate i rifiuti radioattivi.