Roma, 14 agosto 2018 - Una casa-vacanza su due viene data in affitto senza fattura o ricevuta o, comunque, in maniera irregolare. È solo il dato più eclatante di furbizie, sotterfugi, trucchi e imbrogli messi in campo dagli italiani durante le vacanze estive per evitare di pagare il dovuto al fisco. A offrire il quadro aggiornato, con numeri e tendenze, delle illegalità tributarie della stagione turistica in corso, è la Guardia di Finanza: in totale 22.271 verifiche, quasi 500 per giorno, 20 ogni ora, il doppio rispetto allo stesso periodo del 2017.

In testa alla speciale classifica del malaffare fiscale dell’estate 2018 si confermano i furbetti delle seconde e terze case. Per il secondo anno consecutivo si registra che una casa su due è affittata senza pagare pegno all’erario: su 895 verifiche effettuate sui proprietari di seconde e terze case nelle località balneari, di montagna e nelle città d’arte, 539 hanno dato esito irregolare e, di queste, 450 sono risultate affitti in nero. Più o meno gli stessi numeri dell’anno scorso, quando negli 811 controlli effettuati i finanzieri hanno scoperto 450 violazioni, di cui 370 riguardanti gli affitti in nero. In Puglia, Toscana e Lazio i casi più numerosi. Plaude ai controlli il presidente di Federalberghi, Bernabò Bocca: «Basta abusivismo: bisogna avere rispetto nei confronti delle imprese oneste che pagano le tasse».

E se l’anno scorso gli uomini delle Fiamme Gialle avevano portato alla luce le «case-pollaio» di Gallipoli, dove in abitazioni senza alcun requisito igienico-sanitario erano ospitati decine di ragazzi, quest’anno è toccato agli anziani essere ospiti di un «ospizio-pollaio»: una struttura di Sassari del tutto abusiva e sprovvista di autorizzazioni amministrative nella quale le persone erano stipate in uno spazio nettamente inferiore a quanto previsto dalla legge. Mentre a Taormina sono stati individuati veri e propri hotel «fantasma», Bed & Breakfast completamente sconosciuti al fisco e appartamenti affittati in nero: chi li gestiva ha omesso di dichiarare redditi per oltre 130 mila euro.

Ma nella classifica degli abusi contro l’economia sana non mancano i furbetti del lavoro stagionale senza contratto, dediti alla vendita di prodotti contraffatti in spiaggia o per le strade delle vacanze. Come anche coloro che hanno fatto qualche ritocco di troppo ai distributori di carburante. In due mesi sono stati sequestrati 9,5 milioni di prodotti contraffatti, in prevalenza giocattoli, capi d’abbigliamento e materiale elettrico, con una media di quasi 210mila per giorno, con l’individuazione di 2.187 venditori abusivi: non tutti e non solo extracomunitari sulle spiagge ma soprattutto soggetti che non hanno mai richiesto la licenza. Nel novero anche le guide turistiche e i venditori di acqua conservata in bottigliette senza sigillo, che operavano abusivamente al Colosseo. I lavoratori in nero scoperti dai finanzieri, invece, toccano quota 2.080, sottratti «allo sfruttamento di datori di lavoro senza scrupoli». Nel mirino anche 1.379 distributori stradali: irregolare 1 ogni 5. Così il comandante generale della Gdf Giorgio Toschi, «l’estate rappresenta per i cittadini un periodo di riposo e svago e, per molte imprese, anche un momento per dare ossigeno alle proprie entrate». Ossigeno non sano in molteplici casi.