Milano, 7 giugno 2017 - Le ferite provocate dalla lunga crisi iniziata nel 2008 non sono ancora tutte guarite, ma il mercato immobiliare continua a mostrare segnali di ripresa. Meno sul fronte dei prezzi – in risalita solo nei centri storici delle grandi città e per appartamenti di pregio – e di più su quello delle compravendite. Dopo il segno positivo che ha caratterizzato tutto il 2016, infatti, anche il 2017 è cominciato bene. Nei primi tre mesi, secondo i dati dell’Osservatorio del mercato immobiliare dell’Agenzia delle entrate, le compravendite di abitazioni residenziali sono cresciute, seppure a ritmi più moderati rispetto a fine 2016, dell’8,6% sullo stesso periodo dello scorso anno toccando quota 122mila (più 10mila). E con incrementi a doppia cifra a Firenze, Milano, Genova e Roma.

Ancora più forte (+10,8%) la crescita, sebbene su numeri inferiori (20mila compravendite in tutto), degli immobili del settore terziario-commerciale (uffici, istituti di credito, negozi, edifici e depositi commerciali, autorimesse) e di quelli produttivi (+12,2%). E si è assistito a un piccolo boom (+17% con un totale di 13.700 unità) per cantine e soffitte grazie anche alle nuove leggi – come quella lombarda – che favoriscono la trasformazione in residenziale dei seminterrati mentre per box e posti auto l’aumento è stato dell’8,7%.

"L’aspetto più positivo di questi dati – commenta Mario Breglia, presidente di Scenari immobiliari – è la crescita del mercato non residenziale. Se chi ha un’attività commerciale o nel terziario, piuttosto che un’azienda, decide di investire in un negozio, un ufficio o un capannone, significa che ha maggiore fiducia sulla ripresa dell’economia". Si può dire allora che la crisi del mattone è finalmente finita? «Direi di sì anche se per ora stiamo assistendo solo a una ripresina favorita dalla lunga discesa dei prezzi e dalla convenienza dei mutui. Oggi si può stipulare un finanziamento ventennale con un tasso fisso bloccato al 3%. Ipotizzando entro fine anno una inversione di tendenza, seppure marginale, dei prezzi che dovrebbero tornare a crescere questo per chi vuole comprare casa è sicuramente il momento più conveniente».

E gli italiani sembrano averlo capito riscoprendo il caro, vecchio mattone. A mostrare un tasso di variazione più elevato delle compravendite nel primo trimestre, seppur riferito a un più basso numero di scambi, sono state le Isole (+11,9%). Nelle aree del Nord, i rialzi sono stati vicini al 10%, prossimi all’8% al Centro, mentre al Sud gli scambi sono saliti del 5,1%. In aumento (di un metro quadro, a 105) anche la superficie complessiva delle abitazioni comprate e vendute, segno di uno spostamento degli acquisti su abitazioni di maggiore dimensione. In assoluto, le case più scambiate (il 60%) sono state quelle da 85 metri quadrati. Nelle otto maggiori città italiane, la crescita delle compravendite ha sfiorato il 10%, con 22.170 transazioni. Il risultato migliore è stato raggiunto da Firenze (+16,5%), seguita da Genova (+15%), Milano (+13,8%) e Roma (+10,2%). Crescita più moderata per Napoli (4,8%), Torino (4,6%), Bologna (4,4%) e Venezia (2,3%).