È l’investimento principale degli italiani. Il luogo in cui coltivare i propri affetti. Il rifugio per eccellenza, come ha purtroppo certificato anche la recente emergenza Coronavirus. Eppure, paradossalmente, resta poco protetta. Già, perché come rilevano le recenti ricerche dell’Ania, (l’Associazione Nazionale fra le Imprese Assicuratrici), il fenomeno della sottoassicurazione sull’abitazione resta ancora fortemente radicato nel nostro Paese.

A fronte di un 78% del totale delle case esposto al rischio di terremoti e allagamenti, meno del 3% risulta coperto da questo imprevisto. "Su questo dato preoccupante incide sicuramente anche l’errata convinzione che, in caso di evento catastrofico, lo Stato abbia l’obbligo di risarcire", riflette Valter Trevisani (nella foto), direttore generale del gruppo Cattolica Assicurazioni. Eppure, proprio la recente pandemia globale, sembra aver determinato un cambiamento a livello di abitudini di consumo e priorità nella società.

"L’impatto del Covid sul sistema socio-economico è stato simile a quello di un meteorite i cui effetti a lungo termine sono ancora difficili da valutare – prosegue Trevisani – tuttavia, possiamo già oggi assistere a un’energica accelerazione del trend che avevamo individuato prima dell’emergenza. Primo tra tutti, un marcato aumento della richiesta di protezione, con una spiccata sensibilità ai temi della salute e una forte accelerazione sul digitale". E la casa? "Con il Covid-19, il lockdown della primavera e le nuove più recenti disposizioni, il concetto di abitazione ha subito un’evoluzione: è diventato il luogo della sicurezza, lo spazio in cui lavorare e studiare (si pensi allo smart working o alla didattica a distanza), custodire gli affetti. La casa ha accresciuto il suo valore perché è diventato luogo di vita in senso ancora più completo, e questo ha significato anche un cambiamento nella percezione dei rischi che possono accadere all’interno delle mura domestiche e a chi le abita".

Del resto, anche il crimine ha cambiato i suoi confini: i primi sei mesi del 2020 hanno fatto registrare un calo impressionante di reati predatori come furti e rapine. C’è comunque poco da stare allegri, perché i malviventi si sono riadattati alla situazione, spostando per la maggior parte le loro attività in Rete. L’aumento dell’utilizzo di transazioni digitali ha fatto crescere di oltre il 20% i delitti informatici tra furti di identità, frodi online e clonazioni di carte di credito. Fenomeni che rischiano di cogliere impreparata una grande parte dei cittadini. Prima del Coronavirus circa il 48% degli italiani dichiarava di non proteggere il proprio smartphone da virus e malware e il 42% si dichiarava vulnerabile al pericolo di attacchi informatici e ai furti di dati dalla propria carta di credito. alla digitalizzazione durante l’emergenza è stata impressionante – ricorda Trevisani –. In Italia, nelle prime settimane di lockdown, circa due milioni di persone hanno effettuato per la prima volta un acquisto online. Con il maggiore utilizzo del digitale, aumenta anche la percezione dei rischi connessi a questo genere di transazioni".

Un cambiamento che non ha interessato soltanto la domanda, ma anche l’offerta. In molti, del resto, per non chiudere definitivamente i battenti hanno fatto affidamento sull’e-commerce. "Il fenomeno ha avuto ricadute anche a livello locale. Potremmo parlare di e-commerce a km0: nell’impossibilità di spostamenti, in molti hanno acquistato online dal proprio negozio di fiducia" spiega ancora Trevisani. Anche le compagnie assicurative si sono attrezzate, puntando sempre più sull’integrazione del digitale con la propria rete di agenzie. Cattolica, per esempio, ha messo a punto il sistema di pagamento Pay By Link per l’acquisto e la liquidazione delle polizze. "L’assicurazione ormai si è definitivamente concentrata su un nuovo modello basato sul concetto di prevenzione-servizio rispetto al precedente fondato su danno-rimborso", commenta Trevisani –. In un contesto del genere, assume sempre maggior importanza il peso del Data Analytics e la capacità di analizzare in tempo reale le informazioni che provengono dai nostri clienti per poter offrire loro soluzioni efficienti, in maniera tempestiva".

Come il prodotto Active Casa&Persona lanciato dalla compagnia veronese lo scorso anno: un’offerta modulabile che può essere personalizzata in base ai diversi stili di vita personali e famigliari e alle diverse esigenze dei clienti. "L’affermazione secondo la quale è meglio un grammo di prevenzione rispetto a mille di rimedi si adatta perfettamente alla casa – chiude ValterTrevisani –, ed a tutti gli altri beni ai quali ci appoggiamo in questi difficili momenti che stiamo vivendo"..

Andrea Telara