Joe Biden, 79 anni, presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio di quest’anno
Joe Biden, 79 anni, presidente degli Stati Uniti dal 20 gennaio di quest’anno
È l’inflazione a minacciare la ripresa in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, Joe Biden sfida l’Opec+ e ordina il ricorso alle riserve petrolifere strategiche per abbassare i prezzi della benzina e infliggere un colpo all’aumento dei prezzi. In coordinamento con India, Giappone, Corea del Sud, Cina e Gran Bretagna, il presidente americano autorizza il rilascio di 50 milioni di barili di greggio, circa 2,5 giorni...

È l’inflazione a minacciare la ripresa in tutto il mondo. Negli Stati Uniti, Joe Biden sfida l’Opec+ e ordina il ricorso alle riserve petrolifere strategiche per abbassare i prezzi della benzina e infliggere un colpo all’aumento dei prezzi. In coordinamento con India, Giappone, Corea del Sud, Cina e Gran Bretagna, il presidente americano autorizza il rilascio di 50 milioni di barili di greggio, circa 2,5 giorni di consumi americani, nel tentativo di ridurre i prezzi alla pompa e rilanciare la sua popolarità, al momento in caduta libera nei sondaggi.

Ma la mossa, attesa da tempo, non pesa sulle quotazioni del petrolio che, dopo un iniziale calo, invertono rotta e salgono. A spingere è l’ammontare inferiore alle attese delle riserve rilasciate e la convinzione diffusa che se ci sarà un effetto sui prezzi sarà comunque di breve durata. Senza contare che al momento non è ancora chiaro come l’Opec+ reagirà all’iniziativa: il cartello dei paesi produttori ha resistito alle pressioni americane di aumentare le forniture, sbattendo di fatto la porta in faccia a Biden e ribadendo la sua volontà a portare avanti il piano di aumenti graduali deciso in precedenza. Secondo alcuni analisti, l’Opec+ non farà nulla, legando la mossa di Biden al tentativo di recuperare consensi.

Anche in Europa, però, la crisi energetica morde: Isabel Schnabel, membro del Consiglio direttivo della Bce, si aspetta che "le stime sull’inflazione fatte dal nostro staff vengano riviste al rialzo per il prossimo anno", sebbene nel medio periodo la pressione diminuirà.

Molto "preoccupato", infine, è Carlo Bonomi, leader di Confindustria, che ieri ha parlato di un aumento di prezzi che sta "raggiungendo livelli pericolosi". "La ripresa, che è un rimbalzo, non una crescita, è già a rischio – sostiene Bonomi –: abbiamo delle componenti esterne come materie prime, costi delle materie prime, quando le troviamo, e costi energetici".

L’innesco di una spirale con l’aumento dei salari e del costo del lavoro "ci metterebbe davvero in grave difficoltà sulla ripresa", conclude il numero uno degli industriali.