Passare dalla logica del watt a quella byte. Questa una delle principali sfide che Terna si trova ad affrontare. Se l’attuale fase di transizione energetica sta cambiando drasticamente il sistema elettrico e la gestione dei flussi di energia la rete elettrica deve, infatti, adeguarsi diventando sempre più intelligente e flessibile. Per riuscirci nei prossimi anni la società dedicherà una grossa fetta di investimenti alla digitalizzazione delle stazioni elettriche nonché al monitoraggio da remoto in tempo reale dei cavi terrestri e marini. Un’altra parte sarà, invece, destinata allo sviluppo di droni, robot e sensori distribuiti sui tralicci che consentiranno di monitorare numerosi parametri su una rete di molte decine di chilometri. Con l’obiettivo di gestire l’incremento della complessità del sistema, Terna, nei prossimi 5 anni, investirà complessivamente 700 milioni di euro in digitalizzazione e innovazione.

È in questo contesto che la società ha dato il via all’apertura, nelle sue sedi territoriali, degli Innovation Hub, laboratori dove creare, sviluppare e testare concretamente nuove idee in campo energetico. Luoghi che vedono l’interazione con realtà esterne come Università, centri di ricerca, startup locali e imprese, al fine di favorire la creazione di nuove professionalità e lo sviluppo di soluzioni industriali che potranno essere implementate su larga scala. Un progetto partito da Torino con l’apertura del primo Hub focalizzato sull’IoT e sui processi di monitoraggio evoluto degli impianti di trasmissione dell’energia, e proseguito con l’Hub di Napoli dedicato al Digital to People ovvero alla trasformazione digitale dei processi aziendali e all’innovazione nell’area delle Risorse Umane e dell’Organizzazione.

g. p.