Philippe Donnet, 61 anni, attuale ceo del gruppo Generali di Trieste
Philippe Donnet, 61 anni, attuale ceo del gruppo Generali di Trieste
di Achille Perego Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, soci forti delle Generali, uniscono le forze (le azioni) per dare una scossa alla compagnia, in vista dell’assemblea che in primavera sarà chiamata a rinnovare il board e, quindi, la guida, nelle mani dal 2016 del ceo Philippe Donnet. Delfin, holding del presidente di EssilorLuxottica, e le società controllate dall’imprenditore romano hanno costituito un "patto di consultazione"...

di Achille Perego

Francesco Gaetano Caltagirone e Leonardo Del Vecchio, soci forti delle Generali, uniscono le forze (le azioni) per dare una scossa alla compagnia, in vista dell’assemblea che in primavera sarà chiamata a rinnovare il board e, quindi, la guida, nelle mani dal 2016 del ceo Philippe Donnet. Delfin, holding del presidente di EssilorLuxottica, e le società controllate dall’imprenditore romano hanno costituito un "patto di consultazione" per il voto nell’assemblea delle Generali. Al patto sono state conferite le azioni (6% e 4,92%, coi recenti acquisti) possedute da Caltagirone e Del Vecchio. In tutto quasi l’11%. Ma indirettamente sono padroni di un altro 3,2% per le loro quote in Mediobanca, che del Leone è il primo azionista con il 12,8%. Del Vecchio è salito fino al 19% di Piazzetta Cuccia e Caltagirone potrebbe nei prossimi giorni arrivare al 5%.

Caltagirone, vicepresidente della compagnia, ha disertato l’ultima assemblea e criticato le mosse su Cattolica e in Malesia, e da tempo chiede un cambio di passo. Il patto nasce quindi per "una più profittevole ed efficace gestione improntata alla modernizzazione tecnologica, posizionamento strategico e crescita in una logica di mercato aperta, trasparente e contendibile". Viene invece escluso "l’esercizio di un controllo congiunto o di un’influenza notevole" sulla gestione.

Il patto arriva alla viglia del cda del Leone che il 27 settembre dovrà decidere se attivare la procedura della lista del management per il nuovo cda. Lista che confermerebbe Donnet, il quale avrebbe ribadito al presidente Gabriele Galateri la volontà a restare al vertice. Forte dei risultati raggiunti (1,54 miliardi l’utile netto del primo semestre) e convinto di proseguire sulla linea tracciata anche con il piano al 2024, che sarà presentato il 15 dicembre. Piano che non includerebbe quella grande alleanza internazionale che sarebbe auspicata invece da Caltagirone e Del Vecchio per essere più forti in Europa e accorciare le distanze con Axa, Allianz e Zurich. Il patto è aperto a nuovi ingressi. Bisognerà vedere come si muoveranno gli altri soci, finora schierati con Mediobanca, mentre rumor darebbero la Fondazione Crt (1,8%) e i Benetton (3,9%) interessati dal cambio di fronte. Ieri, però, Edizione si è limitata a un "no comment".